Celtique di Maria Masella – Fratelli Frilli editori 2012, recensione di Daniela Domenici

celtique di maria masella

Senza alcuna falsa modestia mi definisco una discreta esperta di thrillers sia italiani che stranieri, sia di autori che di autrici, che leggo e amo da più di 40 anni e posso, con tranquillità, dichiarare che Maria Masella, genovese docg, è una giallista che può stare alla pari con le grandi thriller-writers del passato (P.D.James e Minette Waters tra le tante) e che mi piace definire, in senso assolutamente positivo, la Camilleri di Genova: le auguro di avere la sua stessa fama, se la merita.

Maria Masella, che è stata docente di matematica, ha già scritto, e pubblicato sempre con questa stessa casa editrice, più di una decina di romanzi, e questo “Celtique” è il più recente, che ruotano intorno alla figura del commissario Antonio Mariani in forza alla Questura di Genova, un poliziotto e un uomo che attrae per varia caratteristiche e che mi hanno fatto divorare le 283 pagine  del libro in poco più di 24 ore.

La Masella gli ha voluto mettere accanto due donne straordinarie, l’amatissima moglie Francesca, detta Fran, che è anche la sua migliore amica nonché colei che lo ascolta e gli fa da coscienza parlante durante la risoluzione dei casi che si trova a dover risolvere; e la sua vice, l’ispettore Petri, che ha la sua stessa dedizione alla professione vista come missione, condita da quel pizzico di femminilità che in certe situazioni difficili fa la differenza.

Il commissario Mariani è, naturalmente, circondato da tantissimi altri personaggi, dal medico legale e amico Torrazzi alla madre Emma, dal vice un po’ lavativo, l’ispettore Bareto, alle due sue deliziose figlie, Manu e Ludo, tanto per citarne alcuni: tutti sono straordinariamente delineati sia dalla perfetta descrizione psicologica che dai dialoghi che rendono così avvincente la lettura da non poter lasciare il libro fino all’epilogo non scontato.

Su tutti e tutte domina Genova, Zena, che la Masella conosce nei suoi più intimi recessi e descrive con un amore così profondo e viscerale che commuove anche chi, come la sottoscritta, l’ho solo visitata di sfuggita; e il commissario Mariani è, naturalmente, l’alter ego della scrittrice che gli “regala” questa sua conoscenza innamorata.

In “Celtique” Mariani deve occuparsi di due casi contemporaneamente, uno appartenente al passato, che ha avuto luogo a Carrara (un noir con un po’ di Toscana, come mi ha scritto nella dedica Maria…) e che un persona gli chiede di riaprire perché convinta che sia stato archiviato ingiustamente; l’altro, invece, riguarda la comunità senegalese di Genova (per la quale la Masella dimostra un’attenzione e un affetto identici ai miei…), due giovani elementi della quale, prima Aisha e poi Ahmed, muoiono in circostanze e con modalità diverse.

E il commissario Mariani, grazie all’indispensabile aiuto delle sue “donne” e delle loro intuizioni, risolverà, ancora una volta, entrambi i casi.

P.S: per dovere di cronaca questo libro è finalista alla IX edizione del premio Azzeccagarbugli 2013 al romanzo poliziesco che auguro alla Masella di poter vincere…