Concerto diretto da Leonidas Kavakos al teatro Comunale di Firenze, recensione di Daniela Domenici

leonidas kavakos

Nonostante il tempo atmosferico assolutamente inclemente su Firenze la sottoscritta, insieme a molti altri melomani, è riuscita ad arrivare al teatro Comunale dov’era in programma un concerto diretto dal violinista greco Leonidas Kavakos.

Il giovane “artista di raro talento, virtuosismo e completezza”, come viene definito nel programma di sala, ormai una stella nel panorama internazionale, ci ha emozionato sin dal primo dei tre brani in programma, il concerto per violino e orchestra op.64 di Felix Mendelssohn Bartholdy, uno dei miei preferiti da sempre, che ha interpretato magistralmente da solista e che provocato applausi ininterrotti e innumerevoli chiamate sul palco.

Il Concerto per violino e orchestra op. 64 è uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi ed è l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn Bartholdy; gli venne commissionato dal famoso violinista Ferdinand David che lo eseguì, per la prima volta,  al Gewandhaus di Lipsia il 13 marzo 1845 sotto la direzione del danese Niels Gade poiché Mendelssohn era in cattive condizioni di salute. Successivamente, il 23 ottobre dello stesso anno, il concerto venne replicato sempre interpretato da David ma questa volta diretto dall’autore, ottenendo un enorme successo. Il fatto che Mendelssohn rinunci alla tradizionale esposizione orchestrale facendo iniziare il concerto al solista fu un fatto nuovo per l’epoca. E’ composto da tre movimenti: 1.Allegro molto appassionato ; 2.Andante; 3.Allegretto non troppo – Allegro molto vivace.

Il secondo brano in programma è stata la sinfonia n.5 in si bemolle maggiore di Schubert per la quale l’organico orchestrale iniziale si è ridotto solo ad archi e fiati; questa sinfonia fu composta nei mesi di settembre e ottobre del 1816 e venne pubblicata dopo la morte dell’autore a Lipsia nel 1885. La prima esecuzione ebbe luogo a Vienna nell’autunno del 1816. E’ suddivisa di 4 movimenti: I movimento: I Allegro in si bemolle maggiore), II Andante con moto in mi bemolle maggiore), III Minuetto. Allegro molto in sol minore),  Trio in sol maggiore, IV Allegro vivace in si bemolle maggiore.

Anche in questa seconda esecuzione ci ha colpito la grande capacità di questo straordinario artista di “dirigere” l’ensemble orchestrale con una maestria rara in un musicista così giovane che viene perfettamente recepita dal pubblico il quale rimale ammaliato anche dalla ua gestualità inusuale che arricchisce l’esecuzione.

Terzo e ultimo brano in programma il poema sinfonico “Tod un Verklarung – Morte e Trasfigurazione” di Richard Strauss che fu composto a Weimar il 7 dicembre 1889 e la cui prima esecuzione ebbe luogo allo Stadttheather il 21 giugno 1890. E’ suddiviso in quattro movimenti: 1.Largo (Il malato, in prossimità della morte); 2.Allegro molto Agitato (La battaglia tra la vita e la morte non offre alcuna tregua per l’uomo); 3.Meno mosso (La vita del moribondo passa davanti a lui) ; 4.Moderato (La trasfigurazione).

Per questo poema sinfonico l’organico orchestrale si è esibito al gran completo ed è stata pura emozione perché “…Tod und Verklärung” descrive l’ultima notte di un malato, che giace assopito nel ricordo di un momento di felicità. Il sonno leggero è interrotto da un soprassalto del male, finché l’allentarsi della morsa del dolore gli permette di ripensare alle grandi aspirazioni della sua vita. Avvicinandosi alla morte, l’uomo si rende conto che gli ideali per cui ha vissuto e combattuto giungeranno a compimento nella forma più splendida solo nello spazio eterno, in cui la sua anima troverà finalmente riposo….”: (citazione tratta da www.flaminioonline.it) e tutto questo Leonidas Kavakos è riuscito a farcelo percepire (abbiamo trattenuto il respiro, senza rendercene conto, per l’emozione provata) grazie alle due arpe, agli otto contrabbassi, al gong e a tutti gli altri formidabili musicisti dell’orchestra del Maggio che lo hanno seguito con entusiasmo e professionalità in questo suo “viaggio”…

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