L’Italia non è ancora “un paese per donne”

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Testo della locandina: Per avere una società più equa e giusta si deve partire dalla cultura paritaria, non sessista (come invece quella proposta dal linguaggio,
dai media, dalla storia, dei libri di testo, dal lavoro, dalla violenza del quotidiano).
E’ il momento di consegnare un immaginario diverso, maschile e femminile, perché le generazioni più giovani lo meritano e, in parte, lo richiedono.
Nella toponomastica l’assenza pressoché totale delle donne è una mancanza non più accettabile ed è per questo motivo che chiediamo il giusto riconoscimento culturale e sociale alle donne protagoniste della nostra storia fino ad oggi oscurate, cancellate, marginalizzate e sospinte nel privato come sfera prioritaria di appartenenza, intitolando nuove vie, piazze, parchi e luoghi della città a pittrici, artiste, politiche, studiose, donne che hanno lasciato un segno nella storia locale, nazionale ed internazionale.
Nell’aprile-maggio 2013 abbiamo promosso un referendum cittadino per la scelta di tre donne a cui vengono ora intitolati altrettanti giardini. La scelta è stata fatta tra una rosa di trenta nomi, trenta biografie eccezionali, trenta storie di lotte, di sogni, di sconfitte e di successi, trenta modelli ai quali ispirarsi, con la speranza di continuare questo percorso nella ricca storia delle donne.
La votazione ha visto la partecipazione della città, molte donne e uomini si sono recati nei vari seggi, sono state coinvolte le insegnanti e gli insegnanti di scuole di vari gradi e i loro studenti, cogliendo così l’occasione per proporre un canone femminile, una diversa visione della storia, delle relazioni, delle differenze.

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