“La scelta di Giulia” di Brunella Schisa, recensione di Daniela Domenici

la scelta di Giulia

Ancora un’autrice italiana contemporanea che mi ha “chiamato” dagli scaffali della “mia” biblioteca ed è stato un altro innamoramento.

Conoscevo Brunella Schisa solo di nome, come giornalista, ignoravo che avesse scritto tante opere prima di questa e che avesse avuto così tanti riconoscimenti (leggo nella sua biografia); come al solito mi sono voluta avvicinare al libro da “tabula rasa” per non lasciarmi prevenire o fuorviare e ancora una volta ho fatto bene: “La scelta di Giulia” è semplicemente ammaliante, dettagliatamente documentato storicamente ma assolutamente affascinante, ti prende e non ti lascia più fino all’ultima delle sue 300 pagine che ho divorato.

L’autrice, napoletana doc, ambienta questa sua storia che ha al centro Emma, neolaureata ventitreenne  la quale, casualmente grazie a un prezioso regalo inaspettato, si trova a dover ricostruire la storia genealogica della sua famiglia dalla prima metà dell’Ottocento a oggi, soprattutto nella “sua” Napoli (ed è il suo primo romanzo in cui parla della sua città) con alcuni capitoli ambientati nel Corno d’Africa durante il periodo coloniale italiano e altri sul fronte del Piave nell’ultimo periodo del primo conflitto mondiale.

Formidabilmente brava nel descrivere la psicologia di ogni singolo personaggio della storia e altrettanto nella ricostruzione geografica dei luoghi, sembra davvero che ci sia stata anche se, come lei stessa sottolinea nei ringraziamenti finali, non ha mai messo piede in Eritrea. Ogni protagonista emerge a tutto tondo come singolo cammeo di questa lunga e intricata vicenda; su tutti la zia Carolina, autrice del regalo a Emma e memoria storica della famiglia, ma anche i personaggi maschili vengono descritti con un’analisi psicologica perfetta.

Qual è stata la scelta di Giulia e perché? È quello che Emma vuole scoprire, ormai avvinta da questa ricerca genealogica nata grazie a “un anello che passa di mano in mano” e a “un amore proibito capace di cambiare il destino di generazioni”.

Concludo con le parole della seconda di copertina: “Un romanzo in cui le guerre, l’epopea coloniale, lo spirito imprenditoriale e i rovinosi fallimenti di una nazione si intrecciano al filo dorato con cui l’autrice tesse la storia avvincente dell’estate in cui una ragazza diventa donna”: grazie Brunella, non vedo l’ora di leggere le tue opere precedenti.