“Migrante” di Adele Libero

 migrante

 

Di questa mia inutile esistenza

fecero  strazio al paese natale:

tra fame, sete, rabbia e delusione,

son diventato un legno da bruciare.

Poi questi occhi hanno visto il mare,

il grande cielo fonte di ogni uomo,

le lunghe ali  bianche dei gabbiani,

ed i violini per cantar la luna.

Ora la spiaggia preme sotto i piedi,

insieme agli altri sono numerato,

un’altra costa accoglie il disperato.

Ma questa mia incredibile esistenza

continuerà il suo viaggio senza fine,

lungo la strada della sofferenza.