“La farfalla dalle ali spezzate” di Vittoria De Marco Veneziano, Erga edizioni, recensione di Daniela Domenici

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Sottotitolo “l’amore, la forza e il coraggio per vivere”: e di tutti e tre Vittoria De Marco Veneziano, scrittrice siracusana di origine milazzese, ne ha una quantità inesauribile, una sorta di energia rinnovabile: più ne fa uso più se ne trova arricchita.

Dolorosamente bella la storia di vita e d’amore di Vittoria e di suo marito Nino e della loro adorata bambina Maria, il loro Angelo cerebroleso, alla quale ha dedicato questa sua prima opera scritta sotto forma di lettere, anzi “una lunga lettera attraverso la quale si rivolge alla figlia sicura che possa ascoltarla…un dialogo orante di una madre con la figlia disabile che non c’è più”. L’autrice non cerca né pietà né compassione ma vuole solo condividere con noi, lettrici e lettori, le lotte, le sconfitte, i miglioramenti, le delusioni, in una parola la vita vissuta con sua figlia per ventiquattro anni.

Sarebbero tanti i paragrafi che vorrei estrapolare dal libro di Vittoria per farvi assaporare il sorriso che pervade questo suo libro testimonianza, ve ne propongo uno tra tutti che mi trova pienamente concorde (come molti altri…) e che vorrei lasciaste risuonare in voi: “…siamo soli nei momenti cruciali della nostra vita: la nascita e la morte. Tra questi due avvenimenti estremi ci sono altre situazioni in cui l’essere umano si trova solo con e stesso: nel momento della sofferenza e della decisione. La solitudine è anche il luogo dove si nutre la cultura , dove si crea e si dialoga con se stessi. Spesso ci si sente soli anche se si vive circondati da mille persone e, per contro, essere soli e non soffrire di solitudine , viverla in maniera costruttiva, stimolante e quasi con gioia…fu per me un momento di crescita e conoscenza del mio io…”.

Bravissima l’autrice a descrivere luoghi geografici e momenti storici che hanno fatto da background agli anni trascorsi con Maria, struggente la descrizione innamorata della sua mamma siculo-tedesca Wally (da Walpurga), nonna e punto di riferimento fondamentale per Maria.

E commoventi le parole conclusive della prefazione del dottor Douglas Doman, vicedirettore degli Institutes for the Achievement of Human Potential” di Philadelphia che tanto importanti sono stati per migliorare la qualità della vita di Maria e di tanti altri bambini come lei: “…leggerete di come la signora Veneziano scoprì che Maria aveva un problema e di come i dottori le dissero che la bambina non aveva speranze, che non c’era nulla da fare. Questo accade di continuo in tutto il mondo…è in quel momento che i genitori come la signora Veneziano si incamminano per il sentiero che li porta a diventare eroi. Lotteranno perché il loro bambino abbia la migliore vita possibile. E con successo. Benvenuti in quel mondo di amore, determinazione e fede. Benvenuti in questo tipo di storia vera che dovremmo trovare ogni giorno sulla prima pagina del nostro giornale”: grazie, Vittoria, per averci regalato la tua Anima e per averci fatto conoscere il tuo Angelo, Maria.