“Piccole storie dei sette giorni” di Laura Bonelli, Graphofeel edizioni, recensione di Daniela Domenici

 piccole storie dei sette giorni

Un libro-gioiello quest’opera prima di Laura Bonelli, nativa di Milano che lavora a Fidenza (come leggo in quarta di copertina), una silloge di sette racconti di varia lunghezza che sono ispirati, come scrive l’autrice nella prefazione, “ai giorni della creazione. Gli elementi della vita quotidiana, storie surreali, comiche, drammatiche, costruiscono un mondo nuovo e coerente in cui il macrocosmo trova la propria rappresentazione nel microcosmo, l’essenziale nel metaforico”.

Traggo dalla quarta di copertina le seguenti parole che mi trovano pienamente consonante: “sette piccole storie di vita quotidiana, racconti lievi e profondi nei quali una luce, diffusa e morbida, illumina il dettaglio. Sette piccole occasioni per riflettere sulla possibilità di redenzione dell’essere umano, sul suo rapporto di scambio con il cosmo”: bravissima Laura a immaginarle e a caratterizzare ognuna di loro anche dando dei nomi originalissimi alle/ai  protagoniste/i. Ogni storia è ispirata a un binomio e ha un sottotitolo ad hoc: la prima “buio/luce” ha come protagonista Virginia, la seconda “cielo/mare” ha due personaggi principali, Leziero e Rubina, la terza “alberi/piante” (la mia preferita insieme alle due seguenti) ha per protagonista Iones, nella quarta “stelle del firmamento” c’è Maurelio con il suo Warhol, nella quinta troviamo Euprepio e Odetta; la sesta storia “uomo-maschio e femmina li creò” è la più lunga e l’unica suddivisa in due microstorie i cui protagonisti sono due amici, Brando e Tango, la settima e ultima, come “Colui che muove il sole e le altre stelle” ha fatto alla fine della Creazione, è ispirata al “riposo”.

Come avrete capito è un libro che mi ha ammaliato sin dalla prima storia non solo per le tematiche affrontate con leggera ironia ma anche perché deduco che l’autrice ami, come la sottoscritta, la straordinaria mistica tedesca Ildegarda di Bingen della quale scrive nella prefazione: “…interpretava in chiave allegorico-simbolica la creazione: il buio, la luce, la natura, l’universo e l’uomo stesso nella sua forma concreta dovevano costituire una guida per l’essere umano perché trovasse se stesso…”: grazie, Laura, per averci regalato Iones e tutte/i le/gli altri protagonisti delle tue piccole-grandi storie.