“Oltre lo specchio” di Loredana De Vita, Nulla Die edizioni, recensione di Daniela Domenici

 oltre lo specchio

E ancora una volta Loredana De Vita, docente d’inglese e scrittrice napoletana, è riuscita a emozionarmi profondamente col suo ultimo saggio, dopo i suoi precedenti da me già recensiti nel corso di quest’anno, dal titolo “Oltre lo specchio” edito da Nulla Die.

Prendo subito in prestito le sue parole per spiegarne il titolo: “…lo specchio, dunque, come immagine traslata di se stessi; simbolo di conoscenza esteriore e interiore…non duplica la realtà ma la moltiplica e la diversifica, forse la completa e la replica rimandandola ampliata e arricchita allo sguardo di chi sa cogliere le sfumature e la bellezza. Lo specchio, quindi, non solo come simbolo negativo di falsità e vanità e inganno poiché invita a scoprire l’essenza, il celato, la completezza e l’alterità nascosta…spinge all’introspezione, a guardarsi dentro, conoscere e completare se stessi e l’altro…non vanità, dunque, ma riconoscimento della presenza e del valore dell’altro che accanto a noi esiste e vive di luce propria nel reciproco scambio di senso e di vita…oltre lo specchio”.

Loredana De Vita, attraverso l’analisi che lei splendidamente fa di diverse figure femminili note e meno note tratte dalla letteratura inglese e russa, da alcune celebri fiabe, da testi del teatro inglese e napoletano, dalla Bibbia e dalle biografie di alcune scienziate, ci invita a riflettere su “quello sguardo oltre lo specchio che ciascuno di noi dovrebbe imparare a riconoscere in sé…quando si entra in relazione con l’altro inevitabilmente l’incontro ci modifica e solo saper vedere oltre lo specchio ci fa intuire che questa è una ricchezza e non una perdita, un valore da conservare e crescere insieme”.

Da questo saggio di De Vita vorrei estrapolare più di un paragrafo per darvi un’idea della sua bravura nell’analizzare in modo assolutamente nuovo, coinvolgente e personalissimo sia le fiabe, e in particolare quella di Peter Pan e di Alice in Wonderland, che le figure femminili teatrali di Lady Macbeth e di Ofelia, create dal genio di Shakespeare, e di Filumena Marturano, capolavoro di Eduardo de Filippo; formidabile, dettagliata ed emozionante l’analisi di alcune eroine di romanzi come Anna Karenina di Tolstoj, Tess of the D’Ubervilles di Hardy e Lenina Crowne da “Brave New World” di Huxley.

Come avrete capito De Vita ci offre innumerevoli spunti di riflessione e concludo con le sue parole: “…la storia di Tess o di Filumena o Lenina, o tutte quelle che ancora non sono state scritte, diventano la mia storia e la storia di ciascuno, uomo o donna, che desideri ritrovare il valore del proprio esistere…”: grazie, Loredana, per averci regalato queste straordinarie figure di donne in cui ognuna di noi può ritrovare qualcosa di sé.

 

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