“Umilmente ispirandomi a don Milani…” di Daniela Domenici

 don milani

Stamattina mi è accaduto un episodio che voglio condividere con voi…

Come ormai sa chi mi segue quest’anno insegno (non so fino a quando, purtroppo, per quella cosa astrusa che è l’avente diritto…) inglese in un istituto superiore professionale di Firenze. Mi hanno assegnato 6 classi, due prime, due seconde e due terze di due indirizzi diversi.

Ormai è quasi un mese che sono con loro e credo di essermi fatta conoscere sia umanamente che professionalmente e, lentamente, di essere riuscita a capire un poco di ognuno dei miei numerosi e amatissimi allievi e allieve.

E’ inutile dire che sono una specie di mosca bianca, di aliena, me lo dicono loro e la cosa non può farmi altro che piacere.

Stamattina stavo per andare a fare lezione in una delle mie due prime; mentre mi avvicinavo e loro mi stavano aspettando fuori una di loro, all’improvviso, mi chiede “profe, facciamo lezione fuori oggi?” come se fosse la cosa più naturale del mondo. E io con la stessa spontanea naturalezza le rispondo “certo, perché no…”.

Ci siamo sedute/i cerchio in terra in un angolo del piazzale di fronte alla scuola insieme alla collega del sostegno e abbiamo iniziato una lezione diversa dal solito in cui si sono mescolate domande e risposte in inglese con riflessioni su argomenti pregnanti come la spiritualità, la disabilità, la morte e tanti altri.

Queste ragazze e questi ragazzi si sono raccontati con spontaneità e con una maturità inimmaginabile alla loro età; ancora una volta molti di loro mi hanno detto “profe, perché lei ci fa parlare e ci ascolta? Gli altri fanno soltanto lezione, non sanno niente di noi…”

Ho detto ad alta voce “ragazze/i, avete mai sentito parlare di don Milani?” Alcuni hanno risposto sì, la maggior parte no e allora ho raccontato loro che il mio modello, da sempre, di insegnamento è ispirato a quel grande educatore che è stato il priore di Barbiana e che per me insegnare vuol dire prima preparare il terreno in questo modo e poi seminare gocce della materia che sono stata chiamata a insegnare.

Ora provate a immaginarmi…non posso pubblicare la foto che testimonia questo momento per la privacy dei ragazzi e delle ragazze, naturalmente…ringrazio la collega del sostegno che ha dato uno splendido contributo con le sue testimonianze.