“Le due facce dell’insegnamento” di Ilaria Elmo

classe felice

Durante la mia carriera scolastica ho avuto molti insegnanti. Ho capito che hanno tutti caratteri e metodi di insegnamento molto differenti l’uno dall’altro.

Alle elementari una in particolare mi terrorizzava a tal punto che non riuscivo a dormire e avevo tantissimi incubi pensando che il giorno dopo avremmo dovuto correggere gli esercizi e sapendo che se la sarebbe presa con me inutilmente. A causa sua adesso sono seguita da una psicologa perché mi ha causato molti danni.

Alle medie è andata molto meglio e devo dire che è proprio grazie ad alcuni professori della scuola secondaria di primo grado che adesso so chi sono e cosa voglio fare nella vita. Mi hanno dimostrato che si può essere autorevoli anche senza spaventare gli alunni e che le lezioni possono essere svolte anche serenamente.

Anche al liceo ho alcuni insegnanti “alternativi” che non si fermano solamente alla materia che insegnano, ma cercano di andare “oltre” con il pensiero senza condizionarci.

Dalle mie esperienze scolastiche ho imparato che a volte i professori credono di attirare l’attenzione degli studenti con le urla o con tantissime note disciplinari.

È vero che qualche volta sono indispensabili, però quando capiscono che gli alunni non sono interessati alla lezione secondo me non dovrebbero solamente sgridarli perché alla fine due minuti dopo si distraggono nuovamente; dovrebbero invece attirare la loro attenzione, magari chiedendo la loro opinione su un determinato argomento o anche cambiando metodo di insegnamento.