“La Pecora rossa” di Enrica Bonaccorti, Marsilio editori, recensione di Daniela Domenici

 la pecora rossa

Un libro non recente, del 2007, che mi è capitato per caso tra le mani, che mi ha appassionato sin dal primo istante e che ho divorato in poco più di 24 ore: “La Pecore rossa” è l’opera prima di Enrica Bonaccorti, noto personaggio televisivo e autrice di testi di canzoni, per la quale la scrittura è la grande passione da sempre, come si legge in terza di copertina.

In breve la sinossi “è la storia di una ragazzina, rossa crespa e lentigginosa, che nasce nella famiglia sbagliata e che sembra condannata a espiare il suo essere diversa mettendosi al servizio di tutti, senza mai ribellarsi o negarsi…una vicenda forte eppure tenerissima, iperreale e fiabesca a un tempo, raccontata con una scrittura che riempie gli occhi di chi legge come un film, ricca di passioni e sentimenti e popolata da personaggi indimenticabili…”: tra questi in primis, oltre alla protagonista, l’adolescente Maria Paola Pecora, semplicemente Pecora, poi Pè, poi Pà, l’ex maestra, poi nonna adottiva del figlio di Pà, Teresa, professoressa di lettere di origine torinese ma romana d’adozione, due figure femminili straordinarie che l’autrice delinea con struggente partecipazione, due storie di dolore diverse ma complementari, due naufraghe della vita che troveranno un approdo nel legame che instaureranno tra loro per casualità, per necessità, per riempire una voragine d’amore abissale. Durante il loro cammino insieme altre due donne daranno un valido, anche se diverso, aiuto l’amica Bianca e la londinese Meg.

Perfette anche le descrizioni di alcuni protagonisti maschili come Stecca e Filippo così come quelle della famiglia d’origine di Pecora: denominatore comune la violenza e l’aridità di sentimenti nei confronti della ragazza.

Dato il dialetto usato con grande bravura dall’autrice nei dialoghi si deduce che la vicenda si svolga nei dintorni di Roma; stessa perizia nel colorare di torinese le frasi pronunciate della professoressa Teresa che è un’enciclopedia vivente di cultura letteraria la quale trova finalmente in Pà la sua migliore ascoltatrice, all’inizio passiva poi, lentamente, ammaliata dal fascino dei miti da lei raccontati come favole, dalle poesie e dalle citazioni in latino che arricchiscono ogni momento della loro vita in comune e che sono un valore aggiunto, una cifra distintiva di questa splendida storia nella quale, come recita la quarta di copertina, “una moderna Cenerentola che come l’eroina della fiaba popolare si riscatta da una vita di soprusi e ingiustizie”: bravissima Enrica.