“L’uomo immobile” di Enrica Bonaccorti, Marsilio editore 2010, recensione di Daniela Domenici

 l'uomo immobile

Sono trascorsi solo pochi minuti dall’aver letto l’ultima pagina di questo libro che ho letteralmente divorato e sento l’esigenza di scriverne subito, a caldo, la recensione.

E’ il secondo di Enrica Bonaccorti dopo “La pecora rossa”, da me recensito un mese e mezzo fa

https://danielaedintorni.com/2014/10/26/la-pecora-rossa-di-enrica-bonaccorti-marsilio-editori-recensione-di-daniela-domenici/

l’autrice mi aveva invitato a leggere quest’altra sua opera e l’ho fatto con piacere non immaginando la valanga di emozioni e commozione che mi avrebbe provocato, uno tsunami del cuore e della mente che mi rimarrà a lungo dentro e di cui ringrazio infinitamente Enrica.

Le 285 pagine volano via sulle ali della storia d’amore immaginata dall’autrice tra un uomo, Paolo, un medico, che si trova imprigionato nel suo corpo immobile dopo un incidente, un “locked in”, come vengono definite le persone che vivono questa situazione, e Anna, una collega d’ospedale.

Enrica è straordinariamente brava nel descrivere e caratterizzare sia i due protagonisti che tutti coloro che si trovano a ruotare intorno a Paolo e Anna a iniziare dalla moglie Elsa alle due caposala e alle due suore, dal primario del primo ospedale, Zappalà, a quello del secondo, Sussi, e Francesca, l’altra “locked in” in stanza con Paolo; è una girandola vorticosa, appassionante e commovente che si svolge intorno al letto di quest’uomo immobile, “locked in” appunto, grazie al sapiente uso dei dialoghi e all’escamotage perfetto di inserire i pensieri di Paolo e anche i testi di canzoni e poesie, evidenziati anche graficamente, che sono il valore aggiunto, la cifra distintiva di questo splendido libro.

Come scrive Enrica nei ringraziamenti finali quest’opera è nata sia dalla sua antica, grande passione per la medicina che dal racconto, stimolato dalla lunga esperienza, di un neurologo amico oltre che dall’incontro che ha potuto esperire con una realtà difficile e meravigliosa tra le mura di un’unità post coma diretta da una dottoressa che ha anche revisionato il libro dando” attendibilità scientifica, come scrive l’autrice,  alle pagine di un romanzo d’amore in un contesto così particolare”.