“Non mi piaci ma ti amo” di Cecile Bertod, Newton Compton, recensione di Daniela Domenici

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Un nuovo talento narrativo acchiappato al volo dalla Newton Compton quello di Cecile Bertod, nome de plume di una giovane scrittrice, che ha “debuttato” sugli scaffali delle maggiori librerie italiane pochi giorni fa.

Il suo “Non mi piaci ma ti amo” si legge tutto d’un fiato nonostante la mole di ben 286 pagine che volano via e da cui non vorresti riemergere sia per la deliziosa ironia che è la nota distintiva, il valore aggiunto della protagonista, Sandy Price, sia per il perfetto uso dei dialoghi e per la formidabile descrizione psicologica dei vari personaggi, soprattutto Thomas Clark, il co-protagonista, che popolano questa storia immaginata da Cecile.

L’autrice ha ambientato questo suo romanzo tra Londra e Canterbury dimostrando di avere una conoscenza dei luoghi e delle abitudini da vera “English life lover” e anche in questo ha trovato terreno fertile nella sottoscritta.

La relazione tra Sandy e Thomas si trasformerà lentamente, tra scontri, parole non dette, equivoci e chiarimenti, in un rapporto d’amore serio e maturo ma sempre condito da quel pizzico di straordinaria ironia che è propria anche dell’autrice e che rende leggera come una libellula questa storia che fa commuovere col sorriso.