Il museo Umeå riscrive la storia svedese, di Mimmi Nilsson, da me tradotto e rielaborato

 umea museum

Il primo museo di storia delle donne in Svezia apre a Umeå. Deviando dalla storia tradizionale tende a sollevare domande su sesso, potere e identità. Ma può il concetto attirare più visitatori, donne e uomini, nella regione? The Local lo ha chiesto alla direttrice Maria Perstedt.

Quanto è diverso il museo della storia delle donne da altri musei?

Il museo è unico a causa del fatto che noi ci focalizziamo su un argomento o su un tema. Riguarda il genere, il potere, la storia e l’identità e tendiamo a discutere quanto queste cose siano correlate, sia nel presente che nel passato. Tendiamo a discutere il futuro usando la storia come strumento di analisi.

Questo è il primo museo del suo genere in Svezia, e primo de genere nel mondo: non c’è un altro museo paragonabile a questo. Ci sono vari musei come il Museu Frida Kahlo in Messico per esempio che parla di una persona e della sua vita. Poi ci sono musei come il Kvindemuseet ad Aarhus in Danimarca, anche questo un museo delle donne. Ma le loro prospettive sono diverse dalle nostre, siamo unici nel senso che abbiamo una missione.

E’ un museo per tutti. Non ha niente a che fare con il vostro sesso o genere. Siamo per tutti senza riguardo a come vi identificate o come esprimete il vostro sesso. Non è sugli “uomini” o sulle ”donne” – non potete dividere un mondo in queste categoria e non dovreste.

Vogliamo creare un museo che sia importante per tutte le persone e ciò significa interessarsi alle necessità e ai sogni delle persone e sviluppare uno stretto dialogo con il nostro pubblico.

E se non fossi interessato/a alla storia il museo sarebbe ancora adatto a me?

Oh sì! Vogliamo discutere le idee e le nozioni sulla storia: cos’? chi la scrive? Chi la produce? La storia tradizionale non è il nostro punto di partenza, vogliamo discutere altri modi di guardare il passato.

Gli uomini hanno costruito la storia e hanno selezionato quali storie elevare a eventi storici. La guerra e la politica fanno le società e le cambiano così come i filosofi, gli inventori, gli industriali…tutti uomini. Le donne sono a malapena visibili nella storia tradizionale. Ci sono molte storie e fatti sorprendenti che vi potete aspettare quando visitate il museo.

Il museo sta per essere riempito con molte voci e differenti modi di guardare il mondo e di discutere le nostre diverse scene. Vogliamo rompere la norma di ciò che usualmente è un museo.

Cosa farete per sottolineare il lancio del museo questo fine settimana?

Vi potete aspettare un museo interamente nuovo che non avete mai visitato prima. E’ una cosa veramente unica. Ma ciò che rende il museo speciale sono le due mostre estremamente diverse che avremo. Una è costruita dentro un box nero ampio 300 mq riempito di suoni e luci. E’ un ambiente teatrale e scenografico che è mozzafiato, posso promettere che non avete mai visto niente di simile. Entrate a piedi nudi o in calzini, vi spogliate per arrendervi all’ambiente di suono. Ascolterete idee sugli uomini e le donne e su ciò ci costituisce. Ve ne andrete assolutamente colmi di un’esperienza emozionale di storia. E’ veramente indescrivibile, non c’è alcun paragone da nessuna parte.

L’altra mostra è sulle donne e sull’anzianità. E’ sul concetto delle donne quando vanno in pensione, quella fase della vita quando sono ancora attive ma anziane. E’ sui concetti di norme e stereotipi che circondano le donne anziane e le circondano, che stabiliscono cosa dovrebbero fare, come dovrebbero farlo, chi vedere, cosa indossare…e il silenzio che circonda le donne quando diventano anziane.

Quante donne possono parlare delle loro esperienze di essere quasi ridotte al silenzio quando le persone non le ascoltano più? E’ un problema molto democratico, non possiamo avere delle persone che vivono nella nostra società percependo di non essere ascoltate o viste.

http://www.thelocal.se/20141121/swedens-umea-celebrates-womens-history