“La società segreta”, racconto breve di Monica Nicolosi, recensione di Daniela Domenici

 la società segreta

Il titolo fa pensare subito a qualcosa di misterioso ma c’è il sottotitolo a chiarire tutto: “Storia di una bambina che voleva scrivere”; e la bambina, deliziosa protagonista di questo racconto breve di Monica Nicolosi, è l’autrice stessa che infatti scrive di sé “artigiana da generazioni, teatrante a tempo perso, manifesta molto presto il suo interesse per disegno e scrittura: il primo murales “clandestino” a 5 anni, sulle pareti di casa della nonna; la prima poesia in seconda elementare. È diplomata Grafica Pubblicitaria e Dialoghista Cinematografica”.

La bambina, che frequenta le elementari, della quale non ci viene detto il nome ma che chiameremo Monica, ha il desiderio impellente non solo di scrivere ma anche di avere dei collaboratori e collaboratrici per il suo sogno di creare un giornalino in classe e crea una redazione a modo suo, la “società segreta” del titolo, con una caparbietà e una leadership davvero ammirevole ma…di nascosto dal maestro.

Purtroppo un giorno, inavvertitamente, viene scoperta, vengono convocati i genitori e i membri della “società segreta” tremano nell’attesa di sapere quale sarà il loro destino, la loro eventuale punizione. Ma l’amatissimo maestro sceglierà un’altra soluzione che non vi anticipo e concludo con le parole cariche di affetto di Monica verso di lui “…quello che mi ha insegnato il mio maestro Fiorenzo non l’ho più dimenticato. Mi ha insegnato la storia, la geografia, la matematica, le scienze… ma soprattutto mi ha insegnato che si può e si deve essere se stessi. Cantare, quando ci va, ascoltare chi ha bisogno di sfogarsi e parlare se si ha qualcosa da dire. Incoraggiare chi non osa, sorvolare su qualche mancanza di poco conto.   Perché le cose nella vita cambiano, possono assumere significati diversi, ma le persone che ti cadono nel cuore… non se ne vanno più”.