“Spaghetti all’assassina” di Gabriella Genisi, recensione di Daniela Domenici

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Dopo aver brillantemente risolto un caso riguardante il calcio scommesse in “Gioco pericoloso”

https://danielaedintorni.com/2015/05/14/gioco-pericoloso-di-gabriella-genisi-recensione-di-daniela-domenici/

Lolita Lobosco, commissaria della sezione omicidi della questura di Bari, torna “in campo”, in questa quinta avventura creata dalla penna di Gabriella Genisi, per venire a capo di un omicidio che riguarda il mondo della ristorazione barese e col suo solito intuito molto femminile e la sua tenace caparbietà arriverà a dipanare la matassa alquanto intricata trovandone il bandolo nonostante gli ostacoli di ogni tipo che, come sempre, incontrerà.

Anche in questa vicenda ritroviamo a fianco della commissaria Lolita il fedele collaboratore Esposito e un po’ meno (ma non vi anticipo perché) l’ispettore Antonio Forte, il solerte e simpatico medico legale Introna, l’amica del cuore, neo procuratrice capo, Marietta Carrozza, la sorella e la mamma di Lolita e, naturalmente, tutte le tante e variegate new entries relative al nuovo caso di omicidio, quello appunto di uno chef barese che gestisce un locale e che è divenuto celebre per la ricetta degli “spaghetti all’assassina” che danno il titolo al libro nel quale l’autrice, con la sua ormai nota e amatissima ironia, ha creato un gioco di parole ad hoc.

Il profondo amore di Genisi per la “sua” Bari profuma e colora anche questa nuova storia, la città non ne è soltanto la location ma viene da lei “personificata”, permettetemi questa affermazione, ha un cuore pulsante che l’autrice riesce a descrivere e farci sentire grazie al suo straordinario stile narrativo che è ormai una cifra distintiva, una sorta di “marchio di fabbrica”, nel quale inserisce, con apparente nonchalance, frasi o parole del dialetto barese o creando neologismi sui generis.