Mappare lo squilibrio di genere nei nomi delle strade cittadine, di Allison Meier, da me tradotto e rielaborato

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Lo scorso agosto il gruppo attivista “Osez le Féminisme” ha installato segnali di guerriglia a Parigi per rinominare strade e parchi a donne come la cantante Nina Simone, la navigatrice Florence Arthaud e la scrittrice Simone de Beauvoir perché soltanto il 2,6% delle strade della capitale francese sono intitolate a donne. Quell’azione ha dato l’ispirazione ad Aruna Sankaranarayanan e alle sue colleghe alla Mapbox per creare un’analisi di “Mapping Female versus Male Street Names” in sette grandi città.

Sankaranarayanan ha illustrato le loro conclusioni: “I risultati sono affascinanti e forse non sorprendenti: le strade intitolate agli uomini sono più numerose e più posizionate centralmente di quelle intitolate alle donne nelle aree metropolitane da noi analizzate. Tra Bengaluru, Chennai, Londra, Mumbai, New Delhi, Parigi e San Francisco la percentuale delle strade intitolate a donne è in media del 27,5%. Tra le città dell’India Bengaluru capeggia l’elenco con il 39% delle strade dedicate a donne”.

Ha aggiunto che stanno ancora lavorando sul codice e sono aperte alle richieste cittadine su Twitter. Come Linda Poon ha riferito a CityLab “il programma non è perfetto”, notando che Starr King Way e Van Ness Avenue a San Francisco erano entrambe intitolate a uomini e identificate come tributi a donne sulla mappa. La mappa è ancora lontana dall’essere perfetta. Il programma anche non tener conto dei nomi di stato “non gendered” a San Francisco. Per avere una vera comprensione della disparità di genere dovete andare strada per strada.

Tale disequilibrio potrebbe essere facile da cancellare come insignificante, a chi interessa l’intitolazione di una strada? Tuttavia i nomi delle strade sono il riflesso della storia della città e di cosa ha valore del passato.

Nel 2012 il progetto Toponomastica Femminile (toponimia è lo studio del nomi dei luoghi) ha esaminato le strade delle città italiane scoprendo che quando sono intitolate a donne erano soprattutto sante, suore e la vergine Maria con soltanto il 2% che onora figure storiche non religiose.

La stessa tematica pervade le statua pubbliche come nella città di New York dove soltanto cinque sculture rappresentano donne storiche. In risposta la “Elizabeth Cady Stanton and Susan B. Anthony Statue Fund” sta lavorando per raccogliere fondi per le statue delle due suffragette da installare a Central Park.

Per riaffermare questo argomento al recente festival “Art in Odd Places” lungo la 14esima Strada LuLU LoLo si è vestita da Giovanna d’Arco per chiedere “dove sono le donne?” nei monumenti cittadini. È una domanda che ha valore porsi per ogni città poiché quei nomi sono una parte dell’esperienza quotidiana nelle sue strade che dovrebbero riflettere i propri abitanti in ugual misura.

http://hyperallergic.com/251819/mapping-the-gender-imbalance-in-city-street-names/

 

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