Astenersi dall’usare una lingua sessista è più che soltanto “politically correct”, di Julia Jackson, da me tradotto e rielaborato

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Astenersi dall’usare una lingua che è sessista, denigratrice e violenta verso le donne è non solo essere “politically correct” come alcune figure politiche (Donald Trump) cercano di convincerci. Astenersi da una lingua misogina e sessista è come astenersi dal denigrare continuamente un gruppo specifico di persone. Le parole hanno un impatto potente. E quando quelle parole vengono usate per sminuire il più grande gruppo di persone marginalizzate nel mondo, le donne, allora ciò ha un impatto potentemente negativo sulla donna e sulla società in totale. Come puoi andare nel mondo e fare cose strabilianti quando devi costantemente avere a che fare con lingua e azioni che ti minacciano come se non t’interessasse? Essere una donna o un altro gruppo di persone che altri costantemente reprimono attraverso la lingua e, alla fine, con le azioni entra dentro la psiche dell’individuo della società. E tuttavia questo è qualcosa che Trump e altri come lui rifiutano di vedere.

La storia è scritta con le parole che sono scritte dai vincitori. E le percezioni del mondo intorno a noi sono dettate dalla dizione a noi disponibile. Le parole non rompono fisicamente le ossa ma diciamolo: ogni cosa che pensiamo o diciamo si condensa nella lingua che abbiamo a disposizione. Le parole sono i mattoni che costruiscono l’intelletto e l’interazione. Quindi cosa accade quando le persone denigrano le donne con il linguaggio? Se diamo un’occhiata alle parolacce della lingua inglese ci accorgiamo subito di quante ce ne siano offensive verso le donne e quasi tutte non hanno un corrispondente maschile. La varietà delle parole che disprezzano le donne rende molto più facile disprezzarle verbalmente rispetto agli uomini.

Se la maggioranza delle parolacce si riferiscono alle donne come ce le fanno vedere? Tutto questo entra dentro la psiche umana. Anche le parole negative intese a descrivere gli uomini sono radicate nelle donne o nelle loro azioni. Ma anche in altre lingue come lo spagnolo c’è lo stesso problema delle parolacce a sfavore delle donne in modo sproporzionato.

In definitiva abbiamo bisogno di termini migliori in modo che le azioni femminili divengano normalizzate e le esperienze e le azioni delle donne siano meno marginalizzate. Astenersi dall’usare una lingua sessista è un pezzo importante per dare potere alle donne. Come possono le donne diventare pienamente uguali e potenti quando l’uso della lingua fa l’opposto? Le donne hanno bisogno di essere una parte delle parole che danno forma alle nostre percezioni mondiali e sociali e non semplicemente in parolacce e in assenza di sessismo. Abbiamo bisogno di creare le nostre proprie parole usate ampiamente, positive e negative. Le parole non sono soltanto all’avanguardia dell’interazione e del pensiero, sono anche i mattoni che costruiscono i livelli subconsci del pensiero che può, e fa, diventare realtà.

Il vocabolario che è così incollato nelle nostre teste definisce come pensiamo e interagiamo col mondo. Words matter, le parole contano. E allora liberiamoci dal sessismo e creiamo qualche termine migliore per le donne. Su con le parole.

http://feministing.com/2015/09/14/refraining-from-using-sexist-language-is-more-than-just-politically-correct/

 

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