“Attaccante nato” al Teatro di Rifredi, recensione di Daniela Domenici

attaccante nato

Tante emozioni ieri sera al Teatro di Rifredi alla prima di “Attaccante nato”, uno spettacolo scritto e diretto da Andrea Bruno Savelli tratto dall’omonimo libro di Stefano Borgonovo e Alessandro Alciato che racconta la vita di questo calciatore, con una splendida carriera in Serie A nella Fiorentina e poi nel Milan, e della sua lotta contro la SLA che lo ha fatto morire a soli 49 anni nel giugno del 2013.

A impersonare Borgonovo uno straordinario Massimo Poggio che riesce a caratterizzare, con grande passione ma, soprattutto, con bravura attoriale la voglia di vivere di questo campione del calcio, la sua lotta disperata contro “la stronza”, come chiama la malattia che lo ha colpito e devastato.

Brava, delicata, quasi eterea Caterina Carpinella a interpretare la moglie Chantal, bravissimo Massimo Grigò che con formidabile poliedricità interpreta vari personaggi cambiando abito e recitazione ad hoc (tra tutti quello iniziale del guidatore che dà un passaggio a Borgonovo e quello dell’allenatore dal linguaggio scurrile) e bravo davvero anche Nicola Pecci, anche lui in vari ruoli (d’impatto il primo, quello del drogato, e struggente quello finale sulla sedia a rotelle). Completano il cast Vanessa De Feo e lo stesso regista Savelli.

Complimenti allo staff tecnico: per la scenografia e i costumi Allegra Bernacchioni, per le luci Alessandro Ruggiero e le musiche e gli arrangiamenti Andrea Bruno Savelli, Nicola Pecci e Francesco Sighieri.

Concludo con alcune parole tratte dalla brochure di sala “Una vicenda drammatica che…riesce a essere anche tenera, divertente, lieve come Borgonovo sapeva essere. Perché se c’è qualcosa che ‘la stronza’ non scalfisce è proprio la mente, la gioia e la voglia di ridere di Stefano, in uno spettacolo che si rivela essere un potente inno alla vita, all’amore per la famiglia, per gli amici, per lo sport

Si replica fino a sabato 21.

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