La lingua rinforza il gender pay gap? di Tom Jacobs, da me tradotto e rielaborato

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Le donne americane che lavorano a tempo pieno ricevono, in media, 78 cents per ogni dollaro guadagnato dai loro colleghi uomini. Come possiamo non tener conto di questo?

Uno studio del 2007 ha messo in luce una varietà di fattori incluse le fabbriche e le occupazioni specifiche che le donne tendono a scegliere (o vi sono spinte). Ma dopo aver preso in considerazione queste realtà più del 41% del gap non trova motivazioni.

Una ricerca da poco pubblicata propone una possibile spiegazione ed è la più basilare che si possa ottenere: la lingua che parliamo. Un’analisi di studiosi di tre università di Varsavia ha scoperto che le nazioni che usano delle lingue relativamente “gender neutral” hanno un minore “pay gap” di genere.

Abbiamo ipotizzato che nelle nazioni dove la lingua ha una distinzione più marcata tra i generi, le differenze nei risultati nel mercato del lavoro sono più grandi” scrive un team di ricerca guidato da Joanna Tyrowicz sulla rivista “Economics Letters. “I risultati confermano in modo evidente l’ipotesi”.

Notando che “raramente si pensa che la lingua influenzi il comportamento umano” i ricercatori hanno esaminato “il trattamento asimmetrico dei generi nelle lingue”, che variano dalle regole di grammatica alle “espressioni idiomatiche che glorificano un genere” e sviliscono l’altro.

I ricercatori notano che alcune lingue come il francese collegano nomi specifici ai generi. Altre, incluso l’inglese, usano pronomi diversi per uomini e donne (his e hers). In contrasto i ricercatori scrivono che “il mandarino o il finlandese non hanno un sistema di identificazione di genere nella lingua”.

Usando i dati del “World Atlas of Linguistic Structures” i ricercatori hanno determinato se la lingua parlata in modo preponderante in una data nazione avesse “un sistema di genere basato sul sesso”. Hanno poi paragonato queste informazioni con le stime sulle “gender wage disparities” in più di 50 nazioni che hanno compilato usando i dati di 117 studi pubblicati tra il 2005 e il 2014. Il risultato? “Abbiamo trovato che le nazioni con lingue più gender neutral tendono a essere caratterizzate da minori stime di un gender wage gap”.

I ricercatori offrono vari meccanismi potenziali per spiegare questa relazione. Sostengono che nelle nazioni dove la lingue rispecchia una norma di uguaglianza di genere è meno probabile che gli impiegati discriminino le donne.

http://theweek.com/articles/583808/does-language-reinforce-gender-pay-gap

 

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