La discriminazione di genere sulle strade ogni giorno, di Kate Abbey-Lambertz, da me tradotto e rielaborato

 

A sign that reads ôWashington/Hamiltonö

La prossima volta che camminate in un quartiere non familiare dedicate un momento a guardare le targhe stradali, quante sono le possibilità che vediate il nome di una donna?

Non sono solo le strade. Gli edifici, i parchi, i ponti, le fermate dei mezzi e le città stesse portano spesso i nomi di celebri personaggi della storia. In modo schiacciante quegli individui sono uomini molti dei quali vengono onorati in modo esagerato; quasi 5.000 strade negli USA sono intitolate a George Washington.

Mapbox, un sito che fornisce strumenti per mappare i dati agli/lle sviluppatori/trici ha illustrato il disequilibrio in un post sul blog questo mese. L’ingegnera Aruna Sankaranarayanan e un piccolo team hanno analizzato i generi delle persone a cui sono state dedicate strade in sette città nel mondo. In media quasi tre quarti delle strade che hanno un nome di persona sono intitolate a uomini, hanno scoperto Sankaranarayanan e il suo team.

A Washington, in New Mexico e a Parigi le persone sono consapevoli di questo squilibrio e stanno lavorando per cambiare l’ago della bilancia. Queste attiviste dicono che il fallimento nell’onorare le donne famose nei luoghi pubblici mina le loro realizzazioni e ferisce le ragazze che stanno crescendo oggi.

È molto più difficile notare il sessismo quando arriva nella forma di assenza di donne piuttosto che una totale discriminazione secondo la psicologa Lynette Long che ha fondato “Equal Visibility Everywhere” per chiedere una maggiore rappresentazione delle donne, quando le ragazze vedono costantemente testimonianze dell’importanza e del potere degli uomini nelle immagini della vita quotidiana, che siano i nomi maschili delle strade i visi degli uomini sulle monete, questo influisce sulla loro immagine di sé, afferma Long.

Longa ha trascorso vari anni tentando ottenere nomi di strade cerimoniali che onorassero donne che vi avevano soggiornato precedentemente come Sojourner Truth e Gloria Steinem poste nei dintorni di Washington DC. Dopo un’estesa ricerca e incontri con membri del consiglio comunale non ha ottenuto niente e ha messo il progetto nel dimenticatoio.

Ha allora spostato la sua attenzione alla Capitol’s National Statuary Hall statunitense dove ogni stato è rappresentato da statue di due precedenti residenti. Solo nove sono donne.

Ora quando gli stati stanno tentando di rimpiazzare una delle loro statue il gruppo di Long salta su e raccoglie sostegni per donne celebri parlando alle legislature di stato e organizzandosi con gruppi locali. Colpiscono “stumbling blocks” con Harriet Tubman e Maya Angelou in North Carolina ma ci sono segnali incoraggianti nello stato natale di Long, la Florida, dove una sottocommissione nella Camera dei Rappresentanti ha recentemente votato all’unanimità di rimpiazzare il ritratto di un generale confederato. Sebbene ci siano vari possibili rimpiazzamenti in corsa Long sta spingendo con forza per l’ambientalista Marjory Stoneman Douglas.

http://www.huffingtonpost.com/entry/city-street-names-women_us_56457b81e4b08cda348849a7