“La melodia dominante” di Claudia Piano, recensione di Daniela Domenici

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Nove mesi dopo essere entrata per la prima volta nel pianeta di Armonia dove regna la Musicomagia

https://danielaedintorni.com/2015/04/27/la-melodia-sibilante-di-claudia-piano-recensione-di-daniela-domenici/

e sei mesi dopo la seconda volta

https://danielaedintorni.com/2015/07/11/la-melodia-rivelatrice-di-claudia-piano-recensione-di-daniela-domenici/

non ho potuto resistere a lasciarmi ammaliare di nuovo dalla fantasia e dalle penna della scrittrice (e musicista) genovese Claudia Piano che a breve completerà la sua quadrilogia con “La melodia creatrice” come annuncia lei stessa nell’ultima delle 380 che sono volate via in un soffio e che mi hanno coinvolto, se possibile, ancora di più delle prime due sue opere.

Nella mia prima recensione avevo osato, senza ancora conoscerla de visu, definirla la “Harry Potter italiana”; dopo aver divorato questo suo terzo libro mi vengono altre definizioni per lei: l’Aldous Huxley italiana o la George Orwell o la Isaac Asimov, scegliete voi, si attagliano tutte perfettamente a Claudia che deve esserseli “digeriti” profondamente prima di lasciare libera la sua infinita fantasia perché questa volta la storia si svolge in contemporanea su sue pianeti diversi, non più solo su Armonia ma anche su Tecno, il pianeta senza colori, senza sapori, senza ossigeno, senza vita…senza Amore, esattamente tutto il contrario di quello che accade ad Armonia.

E ancora una volta l’inarrestabile, passionale, testarda protagonista è Giulia Accordi, una ragazza dai poteri straordinari che lei usa per guarire le anime ma che spesso la mettono in situazioni di pericolo da cui ogni volta riemerge un po’ malconcia ma sempre pronta a ricominciare per portare serenità e Amore dovunque ce ne sia bisogno; e accanto a lei c’è sempre il suo amore Pietro Leoni, anche lui un Musimago, che in questa puntata vivrà avventure anche dolorose ma che lo legheranno sempre di più alla sua Giulia.

Intorno a lei ci sono decine di amiche e amici veri che le vogliono davvero bene, che fanno gruppo intorno a lei per aiutarla, come possono, in questa sua missione di Guaritrice di Anime.

Concludo con le parole finali dell’autrice “la storia di Giulia racchiude in sé i miei pensieri, le mie ideologie, le mie speranze, insomma la mia anima…vorrei che i ragazzi si identificassero in Giulia e cercassero di essere come lei e che dessero importanza alla sostanza e non all’apparenza. Vorrei che gli adulti si lasciassero trasportare maggiormente dai sentimenti e dessero più importanza alle emozioni e ai sogni…vorrei che la vita fosse rispettata come la più grande e importante forma di bellezza e amore”: ancora una volta grazie, Claudia, anche per il ringraziamento “speciale” che mi hai regalato nell’ultima pagina del tuo libro…

 

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