“Cose che mi sono capitate…ancora” al teatro Dante di Campi Bisenzio, recensione di Daniela Domenici

 gnocchi

Per festeggiare il successo della stagione appena conclusa il teatro Dante di Campi Bisenzio ha voluto regalare al suo pubblico due spettacoli fuori programma il secondo dei quali è stato quello di ieri sera a cui ho avuto il piacere di assistere in veste di recensora (il mio ruolo sottolineato in modo egregio, e di questo ringrazio il direttore artistico che mi ha onorato in questo modo, con gli accrediti nel palco di platea accanto a quello del sindaco di Campi, mai accaduto prima): l’one-man-show “Cose che mi sono capitate…ancora” di Gene Gnocchi insieme a un formidabile musicista al basso elettrico  che si  chiama Diego Cassani-

Gnocchi si è presentato con una parrucca bianca e ha incentrato tutto il suo show partendo da un dato di fatto assolutamente ironico: è senza lavoro e ne cerca uno qualunque, ecco perché ha accettato di esibirsi ieri sera a Campi. Da questo input Gnocchi è partito per la tangente con divagazioni tipiche del suo stile comico sì, ma sempre molto intelligente e raffinato.

Ha arricchito il suo monologo con intermezzi musicali nei quali ci ha fatto apprezzare la sua bravura e preparazione come cantante, tra i tanti “Una lacrima sul viso” in versione quasi hot e “Purple rain”. Durante uno di questi brani si è anche divertito a parodiare “non sparate sul pianista” entrando con una rivoltella per minacciare il suo bassista che non voleva interrompere il suo assolo per farlo cantare.

Ha concluso la sua performance cantando “you and me” in mezzo al pubblico con le luci accese e poi, dulcis in fundo, ha finto di dover riempire un modulo per essere assunto alla NASA in un ruolo assolutamente improbabile e inesistente.

Grande Gene, grazie (concludo con un mini-tautogramma, una delle forme poetiche che amo…)

 

 

 

 

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