“Sorrisi e lacrime – la guerra di Riccardo” di Roberta Rubini, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

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Ho studiato e conosco particolarmente bene il periodo storico che riguarda le due guerre mondiali e il ventennio fascista e ho letto molto sull’argomento ma non mi era ancora mai capitato un libro così appassionante, dettagliato e vivo come “Sorrisi e lacrime” nel quale l’autrice ci regala, con una bravura davvero encomiabile, un momento della seconda guerra mondiale vista dal di dentro, da un soldato qualunque, che nello specifico era suo nonno.

La storia si svolge tra Carsoli, paese abruzzese al confine con il Lazio, in cui il soldato Riccardo fa ritorno alla fine della guerra e che trova quasi completamente distrutta, e l’Africa dove ha combattuto. Rubini è stata così attenta ai ricordi del nonno che è riuscita, in modo assolutamente superlativo, a ricostruirli sulla pagina rendendoli vivi, dolorosi, veri a tal punto che sembra che la guerra l’abbia vissuta lei in prima persona.

Sentimenti come solidarietà, intraprendenza, obbedienza, sopravvvenza emergono da ogni episodio del libro e ci fanno conoscere un momento, non a tutti noto, della campagna d’Africa, delle marce forzate nel deserto, dei campi di prigionia, delle strategie di Rommel, la volpe del deserto, e di Montgomery, il suo avversario inglese.

E’ un libro che andrebbe fatto leggere nelle scuole perché racconta un pezzo della nostra storia più recente senza dare giudizi e lasciando al/la lettore/rice la libertà di farsi un’idea su cosa sia successo in quegli anni così dolorosi per tutto il mondo.

 

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