“Nonno Saro”, di Laura Ciancio Zacco, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

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“…la Sicilia è un pezzo d’Africa. E terra d’approdo: occhi normanni, nasi arabi, capelli spagnoli, bocca africana. E i fattori si possono invertire e mescolare aggiungendo un po’ di Grecia e di Francia…”: ho voluto iniziare la mia recensione con questa citazione tratta dalle prime pagine di questo splendido libro di Laura Ciancio Zacco perché mi tange molto da vicino essendo nata in Sicilia da madre siciliana e avendoci trascorso trentacinque anni della mia vita oltre che averci avuto tre figli.

Conosco bene, per averle visitate, anche le zone in cui si svolge la vicenda raccontata con appassionato affetto e voglia di ricostruire le proprie origini dall’autrice, la zona del ragusano vicino a Ibla, che le descrive così dettagliatamente che dalle pagine emergono chiaramente profumi, sapori, paesaggi e usanze della prima metà del ‘900 e al cui centro domina la figura di Saro, medico, padre e nonno.

Splendidi i dialoghi in dialetto ragusano che arricchiscono ulteriormente la narrazione e davvero originale l’idea di concludere il libro con molte ricette di dolci che nonno Saro aveva diligentemente raccolto e trascritto.

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