Ride la gazza nera sugli aranci (acrostico di sapore siciliano, come dal titolo di una nota poesia di Quasimodo), di Adele Libero

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R ide questa terra solitaria,
I solata dal resto del mondo,
D iversi gli uomini, le cose,
E ternamente bambina.

L ‘alba coglie ogni arsura
A llontana le nubi della notte

G iunte da est a far le bizze.
A rivoltarsi nel venticello,
Z efiro che le spazza,
Z agare spezzando dal ramo,
A dagiandole sulla rena.

N otte trascorsa d’attesa
E macaciata nel seno d’un letto,
R icordando il male fatto all’uomo
A vendo aderito ad un patto.

S ‘ode intanto un rintocco,
U ltimo ruggito della notte.
G li uomini hanno ali di sogni
L addove nasce il nuovo giorno,
I nondando i campi salmastri di sole.

A h, se non fossi così odorosa,
R omantica terra arabeggiante,
A h se non ti cullasse tanto mare,
N on saresti la Ninfa d’Europa.
C’ insegni ad essere più veri.
I l tuo canto eterno ci stupisce.

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