Le favole non dette, di Vladimir Luxuria, recensione di Daniela Domenici

 

Sono sicura che Vladi sia più nota al grande pubblico come personaggio televisivo e/o come ex parlamentare; pochi/e conoscono la Vladi scrittrice che ha già al suo attivo vari libri.

La sottoscritta l’ha scoperta in questa veste e recensita, per la prima volta, quasi sei anni fa e ha continuato a farlo fino a pochi giorni fa con il suo più recente “Il coraggio di essere una farfalla”; oggi vuole parlarvi del suo splendido libro, non recentissimo (è del 2009)”Le favole non dette”.

Sono sei favole di una trentina di pagine ciascuna attraverso le quali l’autrice vuole parlare di disforia di genere, di transessualità MtF e FtM, di intersessualità e di castrazione. Detto così sembra un elenco alquanto riduttivo ma è tutt’altro: sono splendide, dolorosissime storie in veste di favole che hanno come location vari luoghi della nostra penisola nelle quali Vladi mescola dolcezza e sofferenza, solidarietà e solitudine, fughe e ritorni, comprensione e cattiveria; il tutto condito dalla sua naturale, ormai nota, capacità di affabulatrice che traspare anche nella sua scrittura che è sempre accattivante nella sua scorrevolezza.

È un libro, come avrete capito, che andrebbe fatto leggere ad adolescenti e adulti/e, i/le primi/e perché è in quel periodo che si manifestano i primi disagi legati alla propria sessualità, i/le secondi/e affinché possano capire meglio i/le propri/e figli/ e/o i/le propri/e alunni/e e imparino a non essere più omo e transfobici/he.

 

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