accadde…oggi: nel 1859 nasce Teresina De Pierro

Teresina De Pierro (San Martino d’Agri, 18 aprile 1859San Isidro, 24 agosto 1943) è stata una poetessa italiana.

Iniziò a scrivere in età adolescenziale e a 14 anni, nel 1873, pubblicò la sua prima raccolta intitolata Poesie, a Napoli presso lo Stabilimento Tipografico del Commendator G. Nobile. La silloge è presentata dalla stessa autrice con un messaggio diretto “Al mio lettore” in cui espone la sua professione di fede in Dio e nella sua terra natale, l’Italia, per la quale auspica “un miglior destino e figli non degeneri”, e riscosse positivi consensi di critica[1]; fu molto lodata da Aleardo Aleardi.[2]

Nel 1874 la tipografia Barbera di Firenze pubblicò una seconda raccolta intitolata Affetti e Memorie che le consentì di entrare in contatto con Giosuè Carducci. Scrisse anche in prosa alcuni racconti pubblicati da periodici, in seguito raccolti e ripubblicati in un volume intitolato La viola del pensiero.

Nel 1875 tre sue poesie apparvero nell’antologia Cespo di rose per la scuola e la famiglia di Ignazio Cantù.[3] Collaborò giornalisticamente con alcune testate presenti sul territorio, come Il Risorgimento Lucano e La Nuova Lucania, e con le riviste L’Aurora di Adele Woena[4], Il Maestro italiano di Ildebrando Bencivenni[5] e La Margherita: strenna araldica per il gentil sesso di Prospero Arlotti e Goffredo di Crollalanza.

Rese nel dialetto di San Martino la novella IX della Prima giornata del Decamerone di Boccaccio in I parlari italiani in Certaldo, un omaggio di Giovanni Papanti per il cinquecentenario della morte dello scrittore toscano.[6]

All’età di ventidue anni, sposò Luigi Manzoni e con lui si trasferì in Argentina dove trascorrerà tutto il resto della vita.

Morì in Argentina all’età di 85 anni. I suoi eredi conservano una quarantina di poesie inedite. Fu socia dell’Accademia Pitgorica di Napoli.

https://it.wikipedia.org/wiki/Teresina_De_Pierro

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