comunicato stampa di “Valentina va in città”

Si è svolta domenica la prima edizione del Ciclotour “Valentina va in Città” un evento realizzato dal Gruppo Creativo Imago con la collaborazione del Comune di Firenze, della famiglia Crepax, senza la quale non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo e della Associazione Artemisia che da anni si batte affinché il ”morbo” della violenza sulle donne venga debellato .

Questo tour nasce dall’idea di far conoscere alcune Donne fiorentine che nei secoli hanno saputo diventare simboli di libertà e indipendenza, un esempio per una società che purtroppo ha bisogno di leggi dello stato per decretare quello che invece è un diritto divino, l’uguaglianza!

Il viaggio che inizialmente doveva essere in bicicletta è diventata una bella passeggiata per soddisfare i tanti intervenuti privi di bici.

La partenza non poteva che essere da San Lorenzo dove Annamaria Luisa de Medici attendeva i molti partecipanti sulla tavola di Elena Triolo che ha sapientemente reinterpretato Valentina di Crepax proiettandola a giro per i secoli; questo tour non poteva partire che dalla Elettrice Palatina colei che, con il “Patto di Famiglia” ci permette di godere di gran parte delle ricchezze di questa Città.

La seconda tappa del giro è stata in via Zanetti sotto quella criptica targa che ricorda Corilla Olimpica la poetessa settecentesca che partendo da Pistoia conquistò le corti europee..

Poi le pettorine gialle hanno colorato le vie fino a via Tornabuoni dove l’Assessore Andrea Vannucci con la simpatia che lo contraddistingue ha fatto rivivere per alcuni minuti la Firenze ottocentesca di George Eliot, quella Mary-Anne Evans che dovette farsi “maschio” per vedere pubblicate le sue opere, un racconto fascinoso quello di Andrea che ha fatto innamorare gli intervenuti .

Altra ciclocamminata ed eccoci in Piazza Signoria dove sotto la statua di Giuditta si è svolto l’incontro con la Vicesindaca Cristina Giachi che, come una esperta guida turistica, ha narrato momenti di vita e aneddoti della Filosofa Simone Weill, affascinando i presenti e lasciandoli con il desiderio di conoscere meglio questa gigante del pensiero moderno.

In via del Corso a pochi metri da Piazza Signoria si trova la lapide di Dante dedicata alla “sua” Beatrice ed è lì che la poetessa Elisa Biagini ha incantato gli astanti con l’infinito amore del Divin poeta per la sua Bice.

L’allegra comitiva si è diretta poco dopo verso via Martelli dove ha “incontrato” Margherita Hack che dalla tavola di Elena usciva affannata dopo la salita ad Arcetri.

Di lì a via Ricasoli i metri sono veramente pochi ed è li che la scrittrice Daniela Domenici ha deliziato i presenti raccontando un Oriana Fallaci intima e privata quasi un’amica che ne racconta un’altra, finita la narrazione ha estratto da un bel cappello di paglia una manciata di ciliegie di fallaciana memoria, sul quale si sono lanciati tutti con gioia .

Poco dopo ecco approdare la curiosissima carovana in Piazza di Santa Maria nuova dove ad attenderla c’era Chiara Bartolini la Responsabile Comunicazione della fondazione che cura le opere del più antico ospedale del mondo, con lei ad attenderli c’era Monna Tessa quella Fantesca che seppe sussurrare a Folco Portinari la via del paradiso convincendolo a costruire questo splendido luogo di cura.

Con indomita costanza e con qualche “infiltrato” dell’ultimo minuto i ciclopedoni sono partiti alla volta di Santa Croce dove nel chiostro hanno incontrato Florence Nightingale presentata loro dall’Assessora Sara Funaro che li ha ipnotizzati con la storia di questa Donna che partendo dalla nostra Firenze ha cambiato per sempre la professione infermieristica, uscire da quel luogo incantato non è stato facile così come non lo è stato salutare la relatrice ma così era stabilito e così è stato.

Un po’ accaldati ma pieni di domande da portare a casa i partecipanti si sono diretti verso l’ultima tappa che è stata cambiata in corsa per permettere agli appiedati di godere anche dell’ultima Donna simbolo di questo primo “Valentina Va in Città” quella Anna Maria Enriques Agnoletti che seppe immolarsi alla violenza criminale del nazzifascismo pur di non tradire i suo compagni di libertà.

I sorrisi e gli abbracci sono stati il più bel premio che gli organizzatori potevano ricevere quando, con dispiacere, l’allegra brigata si è dovuta sciogliere.

Ma questa avventura è solo la prima di una lunga serie che vedrà Valentina riapparire sia a Firenze che a giro per l’Italia cercando di stimolare tutti ad una continua ricerca dei valori che, grazie a tante Donne Modello, ci permetteranno un giorno di uscire per sempre dal cavernicolo androcentrismo che ancora attanaglia la società.

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