riflessioni sulla morte, di Loredana De Vita

Non sono priva di sentimenti, ma mi avvicino alla morte con molta discrezione… non alla morte, ma al dolore di chi affronta e affronterà quella particolare morte per tutto il resto della vita. Sono così con quelli che non conosco come con quelli che conosco, sono così perché rispetto il dolore e la morte, compagna, sorella, amica mai dimenticata che aspetta sul ciglio della strada di prenderti per mano. Sono accanto al dolore di chi soffre con pudore, perché è un momento in cui tutto è inutile e ciascuno deve fare i conti con se stesso.

Non riesco e non voglio essere presenza se non con estrema discreta discrezione, non importa essere riconosciuti, non importa avere una parte… talvolta il silenzio dolce e delicato accompagna più delle lacrime presto asciugate. Forse sono fatta male, forse farebbe bene prima a me sfogare le lacrime dell’emozione che coinvolge… ma proprio non posso. Forse ho consumato tutte le lacrime o forse ci sono emozioni che controllo con ogni fibra del cervello e del corpo, forse perché in silenzio cammina il dolore…per me.

Non sono cinica.

Non ho paura della morte né del dolore prima di morire, sono stata educata ad aspettare serena che quel giorno arrivi, che quella compagna mi prenda per mano e mi porti in un altrove che forse non esiste, ma che so essere casa della gioia come dell’affanno.

So che esiste la morte così come esiste la vita e voglio vivere la morte così come con passione vivo la vita… voglio vivere la morte, non voglio averne paura perché non è una nemica.

Voglio vivere la morte con lo stesso coraggio con cui affronto la vita e vorrei essere accompagnata con serenità a quell’incontro da chi mi ama, senza strepiti, ma con il canto, perché sempre il canto accompagna le mie giornate, perché sempre il canto vibra nelle mie emozioni, perché sempre il canto sorride al mio cuore.

Non sono fredda e impassibile, né ardita e coraggiosa. Sono solo una che sa che ciò che conta non sono io ma lo spirito profondamente libero che resta di me e che accoglie dolcemente ogni istante che viene e che va.
‘Here lies one whose name is writ’ in water’ è scritto per sua volontà sulla tomba di J. Keats sepolto a Roma… Fame, and indeed life, is fleeting… la fama e la vita sono in realtà fugaci… ciò che resta di una persona è l’amore che ha dato ed è stato e che mai sarà disperso, non importa quanto tempo abbia vissuto, quello resta, e deve, oltre il tempo, il dolore, gli affanni… nulla più conta “non ricordate il mio viso, ma il mio spirito” dico sempre ai miei studenti… e così sia… sembra un testamento 😉 misero lascito di un cuore che ama.

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