La piccola libreria di Venezia, di Cinzia Giorgio, recensione di Daniela Domenici

Soltanto quattro giorni fa ho scoperto, letto, amato e recensito “La collezionista di libri antichi”

https://danielaedintorni.com/2017/11/05/la-collezionista-di-libri-proibiti-di-cinzia-giorgio-recensione-di-daniela-domenici/

oggi sono “tornata” volontariamente a “trovare” Cinzia Giorgio e mi sono nuovamente innamorata della protagonista di “La piccola libreria di Venezia” che è il sequel (perdonatemi l’anglicismo) del libro precedente e che ho, come il precedente, letto in un soffio; non potevo non farlo, è stato un richiamo troppo forte, una sirena: dopo aver seguito le vicende di Olimpia tra Venezia, Londra e Parigi in questa nuova storia ci appassioniamo e ci commuoviamo per le vicende di Margherita, che compare nelle ultime pagine de “La collezionista dei libri proibiti”, tra Venezia, Parigi e la “mia” Firenze.

Torno a tributare i miei più calorosi e convinti complimenti a Cinzia Giorgio per le stesse motivazioni che trovate nella mia recensione al libro precedente e ne aggiungo due.

La prima, un’idea semplicemente straordinaria, è aver immaginato che Margherita sia “la dottoressa dei libri”, cioè che riesceaa curare le persone attraverso i libri consigliando loro sempre quello giusto, ad hoc; e nella parte finale di questa sua opera li elenca davvero, in modo assolutamente originale, a seconda della “patologia” specifica di ogni lettrice o lettore, dandoci anche una breve trama di ognuno: splendido.

L’altro motivo per il quale ho amato quest’opera è, naturalmente, perché una sua parte consistente si svolge nella “mia” Firenze e appena tornerò là voglio andare a visitare quel negozio vintage in via del Fico di cui Cinzia parla nei ringraziamenti finali.

Due libri di una stessa autrice di una certa mole e due recensioni in quattro giorni: credo che sia un mio record; e spero di poter conoscere un giorno l’autrice per raccontarle de visu le ineffabili e innumerevoli biblioemozioni che mi ha regalato.

 

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