Vivo in una giungla, dormo sulle spine, al teatro Duse di Genova, recensione di Daniela Domenici

 

Ottanta minuti di emozioni ininterrotte e di profonda commozione ieri sera al teatro Eleonora Duse di Genova per la prima di “Vivo in una giungla, dormo sulle spine” scritto e diretto da Laura Sicignano, con il suo staff tecnico composto da Stefania Battaglia, perfette le sue scene scarne, minimal ma d’impatto, Andrea Narese alle luci e Luca Serra a video e suono.

“Il testo è nato nell’ambito di un progetto iniziato nel 2011 con un gruppo di giovanissimi rifugiati giunti dai paesi più difficili di Asia e Africa…” racconta la regista Sicignano; quindi alla base di questo spettacolo c’è una storia vera seppur reinventata dalla creatività dell’autrice insieme a Shahzeb Oqbal.

Il teatro stracolmo ha tributato lunghissimi, calorosi ma, sono sicura, commossi applausi ad Amanda Sandrelli, Alessio Zirulia e Luchino Giordana che hanno interpretato, rispettivamente, l’avvocata Viviana, che si occupa di migranti minori non accompagnati, Sher, un ragazzo pakistano, e Paolo che gestisce un centro accoglienza. Sandrelli mette cuore e anima, insieme alla sua bravura attoriale (è l’unica a essere ininterrottamente in scena, un vero tour de force) nel dar vita a una donna che si trova ad affrontare una di queste storie di immigrazione diventando tutrice di Sher, formidabile; e Zirulia è molto bravo nell’interpretare questo giovane migrante pakistano, la sua sofferenza per il lungo viaggio, i suoi sogni, le sue tradizioni così lontane e diverse dalle nostre. E bravo anche Luchino Giordana che caratterizza Paolo, un uomo che maschera con la durezza di alcuni comportamenti le sue insicurezze sul lavoro e in campo affettivo.

Si replica fino al 19, non perdetevelo, emozionatevi!

 

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