Finché morte non ci separi, di Diego Fois, recensione di Daniela Domenici

 

Un anno e mezzo dopo averlo scoperto casualmente tra i gratuiti di Amazon e aver recensito due sue opere

https://danielaedintorni.com/2016/06/14/il-segreto-della-luna-di-diego-fois-recensione-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2016/06/22/questo-folle-folle-mondo-raccolta-di-racconti-di-diego-fois-recensione-di-daniela-domenici/

torno a “trovare” Diego Fois con il suo “Finché morte non ci separi”, sottotitolo “possibilmente la tua” e ancora una volta mi è piaciuto a tal punto da decidere di recensirlo.

Il motivo principale per il quale l’ho apprezzato e letto in un soffio è la straordinaria ironia dell’autore, assolutamente surreale, deliziosa, irriverente.

Il secondo motivo è la trama sui generis che ha inventato, originalissima e che non vi anticipo, che ha come protagonisti Ambrogio Placido e sua moglie Elsa insieme al loro figlio Ignazio e agli amici di Ambrogio Aladino e Lazzaro, ognuno/a di loro molto ben caratterizzato grazie all’escamotage, ormai sempre più frequente, di farli/a parlare a turno con un capitolo ad hoc e ai dialoghi che sono preponderanti rispetto alla parte narrativa.

Bravo Diego, hai già immaginato un sequel per il tuo Ambrogio?

 

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