Piccoli eroi, al teatro Altrove di Genova, recensione di Chiara Germak

Se il teatro è un Esserci, prima di un saper fare, che quando arriva ti entra nella carne, facendoti sentire figlio di quello che vedi, I piccoli Eroi di Simona Gambaro ci hanno emozionato nelle loro storie sgangherate, quelle che a guardar bene ci appartengono.

In un piccolo incantevole teatro immerso nella cornice del centro storico, commuove l’interpretazione di Simona Gambaro, ora donna anziana che piange i suoi figli lontani, ora donna di strada che stringe al petto una bambola, desiderio di una maternita’ mai colmato, ora madre amorevole.

Amore, illusione, distacco, abbandono, sono i Fili della memoria che si intrecciano nei ricordi che ci permettono di essere sempre qui ed ora, a proteggerci. Sono dita spoglie, come i rami che si intrecciano intorno alla scena, quasi a voler proteggere ancora di più quel luogo sacro, la cucina, una tavola, nella familiarita’ che è un fluttuare condiviso di parole e sguardi, nel significato più intimo di cosa è Casa.

Luci fioche dal soffitto ad illuminare e poi il buio, improvviso, a tratti attraversato da ansimi e da una musica assordante, capace di trasportarti in un mondo arcano, sofferto..ma la luce c’è e ricompare, quasi a voler suggerire che nulla può andar perso nelle maglie del ricordo, anche quando noi, piccoli Eroi ,figli in una terra sconosciuta , ci perdiamo nelle anse della vita, cercando faticosamente di tenerne in mano le fila.. ed è questo che ci rende Grandi.

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