Italiani veri, al Teatro Bloser di Genova, recensione di Chiara Germak

E’ l’8 febbraio. Non ve ne sarete accorti , ma è iniziato il Festival di Sanremo. Per eccellenza il festival della canzone italiana apprezzato da una buona fetta di spettatori , al di la’ delle differenze culturali, sociali, politiche.

Insomma, piaccia o non piaccia, il Festival è cosa nostra, da tradizione.

Irene Serini e Nicola Alberto Orofino, festeggiano con il pubblico l’evento, accogliendoci nello splendida cornice di un piccolo teatro, il Bloser di Genova . Musica maestro “ Perchè Sanremo è Sanremo!”

Che bellezza, ci sediamo nelle nostre comode sedie e ci sentiamo subito a casa.

Italiani veri, una pièce nata da ItalianSelfie, blog sugli italiani, partito nel Novembre 2014, a cura di Nicola Alberto Orofino ed Irene Serini, curatori dell’interessante blog ed amici sin dai tempi della scuola del Piccolo Teatro di Milano. Irene Serini, attrice triestina che vive a Milano e Nicola Alberto Onofino, attore e regista catanese, sono due blogger, parlano, l’uno di fronte all’altro, da Nord a Sud, ciascuno davanti al proprio portatile. La pièce dura 50 minuti, un tempo contenuto in cui i due attori riescono a intraprendere con leggerezza ed ironia un dialogo semiserio, ricco di schermaglie divertenti, che coinvolge immediatamente il pubblico perché frutto di una diversità in cui ciascuno si può riconoscere.

Provano a guardarsi negli occhi tentando di varcare uno schermo , quello dei social, ma anche quello costruito con le esperienze da entrambi maturate. Irene è diplomata al Piccolo di Milano, non poca cosa di cui vantarsi nel proprio iter professionale, Alberto è forte delle proprie origini catanesi. “Ci avete rubato lo Scrollalanza”, si difende reclamando a gran voce l’autore cinquecentesco che visse a Messina, al quale si attribuiscono tragedie e commedie originariamente attribuite a Shakespeare. Orofino rievoca la strage di Capaci, il funerale di Falcone dove lui ha pianto, perché italiano…Da quel giorno i supereroi non gli piacciono più. Parlano delle loro nonne, degli spettacoli mai andati in scena.

Sono tanti gli italiani intervistati, nelle vie, nelle piazze, in un susseguirsi di immagini proiettate sul muro. In fondo la patria è un posto piccolo altrimenti le persone non si incontrerebbero mai. Come nella storia di Gabriella e Sergio i due innamorati che fanno un sacco di sogni e li realizzano L’amore, la musica, i selfie. Italiani cittadini del mondo. Italiani disobbedienti.

Italiani…una parola disadatta, ciascuno tenta di esprimerla come può.

Onore a Irene che con un grande atto di coraggio imbraccia una piccola chitarra rossa ed intona in maniera sgangherata ma ammirevole nello sforzo, una canzone di Rosa Balistreri ,dedicata a tutti gli italiani nel mondo, davanti agli occhi commossi dell’amico. Una grande manifestazione di affetto, un vero atto di coraggio, così come appare questa pièce teatrale, da incoraggiare e portare avanti con i dovuti aggiustamenti che andranno apportati nello sviluppo di questo progetto.

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