Un assessore di Gerusalemme vuole che ci siano più strade intitolate a donne, di Jessica Steinberg, da me tradotto e rielaborato

 

Le “gender issues” non sono niente di nuovo a Gerusalemme, una città dove i confini della divisione maschile-femminile sono regolarmente discussi alla Western Wall, sugli autobus e perfino nei cartelloni.

Ora un membro del consiglio comunale sta dando un’occhiata ai nomi proposti per le nuove strade della capitale e non gli piace quello che sta vedendo.

“Sono scioccato a vedere che la lista dei nomi per le nuove strade includono 1 donna e 15 uomini” ha detto Yehuda Greenfield-Gilat, il neoeletto membro del consiglio comunale per il partito Yerushalmim e membro della commissione municipale per i nomi “ho pensato che questo sia folle – ha dichiarato – sicuramente 100 o 50 anni fa c’era una “gravitas” spoporzionata data agli uomini come candidati ma questo è cambiato e nel 2018 non può esserci un tale disequilibrio asimmetrico”.

La responsabile della commissione toponomastica, Yael Antebi, è una donna e quando Greenfield-Gilat ha proposto questo squilibrio Antebi era d’accordo ma gli ha detto che doveva proporre qualche solida candidata.

“E così ho creato questo progetto” ha dichiarato.

Chiamato “Women on the Map” Greenfield-Gilat ha creato un breve video per chiedere ai/lle residenti di Gerusalemme di suggerire donne degne di nota che meritino di avere una strada a loro intitolata.

Nel video lo si vede girare nei vari quartieri cittadini mostrando la scarsità generalizzata di nomi femminili.

Un’intitolazione relativamente nuova è Dina Street a Baka intitolata alla biblica figlia. Anche là Greenfield-Gilat ha notato che la targa identifica Dina come Dina la figlia di Giacobbe piuttosto che Dina figlia di Giacobbe e Lea.

“Perché essere così limitati/e su queste tematiche? – ha dichiarato – perfino quando viene fatto lo si fa male. Dobbiamo cambiare la prospettiva, dobbiamo promuovere le donne a essere parte del pubblico ecosistema”.

Greenfield-Gilat è consapevole che la sua iniziativa potrebbe essere una sfida nelle aree ultraortodosse della città ma non è troppo preoccupato.

Ogni proposta necessita di una lettera di accompagnamento e di una breve biografia che fornisce informazioni sul perché la donna proposta meriti di essere parte della mappa di Gerusalemme.

https://www.timesofisrael.com/jerusalem-alderman-wants-more-streets-named-for-women/

 

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