accadde…oggi: nel 1840 nasce Fanny Van de Grift

Fanny Van de Grift (Indianapolis, 10 marzo 1840Santa Barbara, 17 febbraio 1914) è stata un’avventuriera e artista, ricordata soprattutto per essere stata moglie di Robert Louis Stevenson e madre di Lloyd Osbourne.

Frances Matilda Van de Grift, detta Fanny, nacque da Jacob Vandegrift ed Esther Thomas Keen. A 17 anni sposò Samuel Osbourne, del quale conservò il cognome, essendo nota anche come Fanny Osbourne. I due ebbero due figli: Isobel detta “Belle” (18581953), che poi sposò il pittore Joseph Dwight Strong jr. (18531899), e Lloyd Osbourne (18681947).

Il marito Samuel, dopo aver combattuto nella guerra civile americana, si ritrovò in California con un amico malato di tubercolosi e finì col trovare lavoro nelle miniere d’argento del Nevada. Una volta sistemato, fece arrivare la moglie che, per raggiungerlo, affrontò un lungo e scomodo viaggio, attraverso New York, l’istmo di Panama e San Francisco, con la bambina di 5 anni a seguito, tramite carri di fortuna e diligenze fino ai campi minerari lungo il fiume Reese, vicino alla cittadina di Austin, Nevada. Nella città mineraria la vita era difficile e c’erano poche donne in giro. Fanny imparò a sparare e a rollarsi le sigarette da sola.

Nel 1866 la famiglia si trasferì a Virginia City (Nevada), dove Samuel cominciò a fare il cercatore d’oro nelle Coeur d’Alene Mountains (parte delle Montagne Rocciose). Quando nacque il secondo figlio, Fanny, che nel frattempo si era trasferita a San Francisco, decise di lasciarlo e tornò a Indianapolis. Pare che il marito fosse un donnaiolo, frequentatore delle ragazze dei saloon.

Nel 1869 i due si riconciliarono e andarono a vivere a Oakland, dove nacque un terzo figlio, Hervey (18691876). Lei si dedicò alla pittura e al giardinaggio. Tuttavia, il comportamento di Sam non migliorava e nel 1875 Fanny si decise a lasciarlo nuovamente, trasferendosi con i tre figli in Europa. Dopo aver vissuto ad Anversa per qualche mese, volle trasferirsi a Parigi, con l’intenzione di studiare arte. Entrambi Fanny e Isobel frequentarono l’Académie Julian. Quando Hervey si ammalò di tubercolosi e morì, la madre lo fece portare al Cimitero del Père-Lachaise.

Incontro con Stevenson

Ritratto di Fanny Stevenson, Bournemouth (1885)

Durante la vita parigina, Fanny incontrò lo scozzese Robert Louis Stevenson (18501894), ma pur essendone attratta e dopo averlo incoraggiato per il suo talento di scrittore, decise all’improvviso di tornare in California. Stevenson decise di seguirla, ma i genitori non vollero pagargli il viaggio e quindi dovette risparmiare per tre anni, prima di affrontare il viaggio.

Nel 1879, nonostante le proteste della famiglia e degli amici, Stevenson partì[1].

Quando Fanny venne raggiunta a Monterey, in California, da Stevenson, stava passando un brutto periodo, tra crolli nervosi e dubbi sul marito, senza riuscire a divorziare definitivamente. Stevenson decise di aspettare la sua decisione e quando lei finalmente lo scelse, divorziò da Samuel e sposò Stevenson nel maggio 1880 a San Francisco. Pochi giorni dopo, la coppia andò in luna di miele (con anche Lloyd) nella Contea di Napa, dove Stevenson scrisse The Silverado Squatters.

Nell’agosto del 1880, Fanny e Robert si trasferirono in Gran Bretagna, dove lei lo aiutò a recuperare il rapporto con il padre ingegnere di lui, rimasto deluso dal figlio, anche per i suoi viaggi da selvaggio, tra persone di rango inferiore. Poiché Stevenson era malato tubercolosi (o forse di bronchiectasia o sarcoidosi), cominciò a cercare un clima favorevole, al caldo. La famiglia finì con l’imbarcarsi nel 1888 per Samoa. Dopo aver passato un periodo nel Regno delle Hawaii (dove furono ospiti del re Kalākaua) e in altre isole Samoa e Gilbert, Tahiti, Marchesi e Tuamotu, si stabilirono a Vailima, dove Stevenson scrisse le sue ultime cose con il figliastro e vi morì il 3 dicembre 1894. Qui lei era conosciuta come Aolele (che significa “nuvola volante”) e il marito come “Tusitala” (che significa “scrittore di storie”).

Ritorno in California

Dopo la morte di Stevenson, Fanny Stevenson tornò in California per iniziare una nuova vita, cedendo a un certo punto alla compagnia del giovane giornalista Edward Salisbury Field, detto “Ned” (18781936), che la adorava e più tardi ne sposò la figlia Isobel (a sua volta vedova). Quando lei morì nel 1914 per infarto cerebrale, così lui si espresse: “era l’unica donna al mondo per cui valesse la pena morire”.

Nel 1915, le sue ceneri furono portate dalla figlia sulla cima del Monte Vaea, a Samoa, dove potesse riposare accanto a Stevenson.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fanny_Van_de_Grift

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