Mal di pietre, di Milena Agus, Nottetempo edizioni, recensione di Daniela Domenici

Solo tre giorni fa ho recensito un altro suo libro, è stato il mio primo “incontro” con quest’autrice che mi ha talmente ammaliato da desiderare di leggerne subito un altro in un soffio e parlarvene per la magia che lo pervade.

Il mal di pietre che dà il titolo a questo libro è la calcolosi renale di cui soffre la nonna della narratrice che è la straordinaria protagonista di questa storia che si dipana tra la Sardegna (Cagliari e Gavoi), un luogo indefinito del continente dove c’è la stazione termale, luogo clou della vicenda, e Milano.

Dice la nipote narratrice “mamma…pensa che dobbiamo essere grati a nonna perché si è presa tutto il disordine che magari sarebbe toccato a papà e a me. Secondo mamma, infatti, in una famiglia il disordine deve prendere qualcuno perché la vita è fatta così, un equilibrio tra i due altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma…in ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo perché l’equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi”: questo paragrafo riassume, in poche parole, il ruolo fondamentale che ha questa nonna della quale viene descritto lo strano matrimonio e l’incontro con un uomo alle terme da lei sempre definito “il Reduce” che, in un modo tutto suo, le fa vivere, per la prima e unica volta nella sua vita, una specie di mal d’amore che l’accompagnerà, nel ricordo, fino alla fine della sua vita.

Ancora una volta lo straordinario stile narrativo, denso, colorato e musicale, unito a un amore profondo per la terra di Sardegna fanno di questo libro un vero gioiello che, leggo in quarta di copertina, ha ricevuto numerosi, meritatissimi premi e ho scoperto poco fa che ne è stato tratto anche un film…

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