Voglio mia suocera (ma chi me lo doveva dire!) …e altre storie, di Nuccia Isgrò, recensione di Daniela Domenici

Mi è stato fatto dono di questa raccolta di racconti della docente e scrittrice siciliana Nuccia Isgrò della quale ho già recensito, nel passato, altre opere, tutte caratterizzate da una straordinaria ironia, elemento che è alla base anche di questi sedici racconti di varia lunghezza che regalano un sorriso ininterrotto al cuore.

L’altro elemento è la profonda sicilianità di cui sono intrise tutte le storie, alcune delle quali sono nate da fatti veri raccontati all’autrice che li ha saputi trasformare in brevi flash che hanno per protagonisti/e uomini e donne alle prese con piccoli e grandi problemi della vita quotidiana da cui, spesso, provano a fuggire nei modi più disparati e, soprattutto, comici.

Una caratteristica che mi sembra connoti tutti i racconti di Isgrò è che i/le protagonisti/e sono quasi tutti/e un po’ “sfigati/e”, sono persone che hanno delle aspirazioni minime, dei desideri non troppo difficili da realizzare, che possano colorare le loro vite, che sia una partecipazione televisiva o un esame di maturità, l’acquisto di una bicicletta o la creazione di una squadra di calcio amatoriale; quasi inevitabilmente, però, ogni volta rimangono delusi/e e inappagati/e ma non per questo perdono la fiducia e l’ironia.

 

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