accadde…oggi: nel 1894 nasce Giuseppina Biggiogero Masotti, di Sandra Linguerri

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Giuseppina Biggiogero nacque a Melegnano in provincia di Milano l’8 agosto 1894 da Biagio e Marta Massironi. Sebbene la famiglia l’avesse avviata alla carriera d’insegnante elementare che ella  intraprese nel 1912 dopo essersi diplomata maestra a Lodi, Giuseppina coltivò un interesse per la matematica in virtù del quale nel 1916 conseguì pure la licenza fisico-matematica dell’Istituto tecnico “C. Cattaneo”. Garantitosi così l’accesso alle facoltà scientifiche universitarie, nel 1917 lasciò  il posto di maestra a Melegnano per iscriversi, grazie ad una borsa di studio, al Politecnico di Milano, dove frequentò i corsi del primo biennio. Poiché all’epoca a Milano non esisteva ancora un corso specifico in scienze matematiche, nel 1919 si trasferì all’Università di Pavia per completare la propria formazione. Qui si laureò nel 1921  discutendo una tesi con Luigi Brusotti, il quale contribuì a indirizzare le sue ricerche verso la geometria algebrica. Tra le sue prime note troviamo due lavori, rispettivamente del 1922 e 1923, sulla forma delle curve algebriche reali che presentano massimi d’inclusione, che le valsero l’assegnazione dei premi “Bordoni” e “Torelli”.

La parte più rilevante della sua ampia produzione nel settore della geometria algebrica rimanda tuttavia all’influenza di un maestro d’eccezione come Oscar Chisini, docente a Milano dal 1925.

Nel 1924, infatti, Giuseppina, dopo essere stata assistente a Pavia di Francesco Gerbaldi e Luigi Berzolari, si trasferì al Politecnico di Milano, dapprima, come professore incaricato di geometria descrittiva e proiettiva, poi, dal 1951, come ordinario della cattedra di geometria analitica, fino al 1969 quando fu collocata a riposo. Contestualmente, tenne per incarico  alcuni corsi di geometria proiettiva e geometria superiore presso l’Università di Milano nonché alcuni cicli di conferenze al Seminario matematico e fisico inaugurato dall’ateneo nel 1927.

I risultati più significativi nell’ambito della geometria algebrica rimandano a questioni che appassionarono a lungo proprio Chisini e la sua scuola, ovvero la costruzione di curve di diramazione di piani multipli che, a sua volta, si rifaceva al monumentale lavoro di classificazione delle superficie algebriche intrapreso parecchi anni prima da Federigo Enriques. Ebbene, il contributo della Biggiogero fu particolarmente efficace nella costruzione dei cosiddetti piani tripli e di quelli quadrupli. Dalla collaborazione con Chisini nacquero anche alcuni testi di didattica come le Lezioni di geometria descrittiva (1941) e gli Esercizi di geometria descrittiva (1946).

Nel frattempo, le era stata assegnata la presentazione dei primi sedici volumi dell’Enciclopedia Italiana relativamente alle voci di matematiche, presentazione che venne pubblicata sul «Periodico di matematiche» del 1933. Nel recensire questa ponderosa enciclopedia, iniziata nel 1925 ad opera di Giovanni Gentile e rivolta tanto agli specialisti quanto a un pubblico genericamente colto,  ella dedicò una particolare attenzione al lavoro di Federigo Enriques, maestro di Chisini, direttore della sezione matematica dell’Enciclopedia, evidenziando soprattutto la dimensione filosofica e storica delle voci da lui compilate.

L’attenzione per la storia e le radici del pensiero scientifico, indispensabili per la comprensione della scienza medesima, era un elemento centrale della riflessione di Enriques che la Biggiogero condivideva e che, con il tempo, coltivò in prima persona insieme al collega Arnaldo Masotti, ordinario di meccanica razionale e statica grafica e preside della Facoltà di architettura del Politecnico di Milano, che sposò nel 1935.

Un ulteriore ambito di interesse riguardò questioni di geometria algebrica differenziale legate alla teoria delle trasversali, al teorema di Reiss per le irregolarità di curve piane dal quale ha desunto una spiegazione geometrica dell’invariante di Study-Bompiani.

A partire dagli anni Cinquanta allargò il suo orizzonte d’interesse alla geometria integrale il cui scopo principale consiste nell’applicazione dei concetti probabilistici soprattutto alla geometria dei corpi convessi. Prendendo le mosse dai classici lavori di Wilhelm Blaschke, Henri Lebesgue e Élie Cartan, massimi esperti in un campo che, al contrario, in Italia era pressoché inesplorato, la Biggiogero  si cimentò in particolare in geometria integrale metrica determinando la generalizzazione di formule di M.W. Crofton, Lebesgue e Luis Santalò nonché l’introduzione di nuove formule relative agli ovali e agli ovaloidi. Proprio Santalò citò non pochi dei risultati conseguiti dalla Biggiogero nel suo volume Integral geometry and geometric probability del 1974.

Infine, negli anni Sessanta, venne attratta dalla storia delle matematiche. La sua produzione in questo settore, non molto vasta, comprende note storico-critiche sulla vita e le opere del matematico quattrocentesco Luca Pacioli, autore della Summa de arithmetica, geometria, proportioni, et proportionalita,  nonché la riedizione  dell’Elogio storico di Donna Maria Gaetana Agnesi scritto nel 1799 da Antonio Francesco Frisi.

Nota soprattutto all’estero, ricevette importanti riconoscimenti nazionali e internazionali: membro della Società “Mathesis”, dal 1949 fu socia dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, mentre nel 1974 a lei e al marito è stato dedicato il volume quattordicesimo dello «Archive for History of Exact Sciences». Dopo la morte, avvenuta a Milano il 24 ottobre 1977, l’amministrazione comunale della nativa Melegnano le ha intestato una via.

«La nostra Giuseppina vedeva nell’illustre gentildonna milanese una lontana sorella maggiore. Come l’Agnesi ella aveva prediletto le Scienze matematiche, aveva aiutato i poveri ed era vissuta in serena modestia, ritenendo che il vivere modestamente nella quieta felicità degli affetti famigliari, insensibile alla vanità del mondo, fiduciosa nella provvidenza, fosse più che un dovere da compiere fino in fondo una vera e propria fortuna. Accanto alle sue opere ella ci ha lasciato questo insegnamento, ed anche per questo insegnamento ella vivrà nel grato ricordo di quanti la conobbero».

(E. Marchionna, Giuseppina Masotti Biggiogero, «Istituto lombardo- Accademia di scienze e lettere, Rendiconti, Parte generale e atti ufficiali», vol. 112, 1978, p. 92).

«This volume is dedicated to Arnaldo Masotti and Giuseppina Masotti Biggiogero devoted chroniclers of Italian mathematics», «Archive for History of Exact Sciences», edited by C. Truesdell, vol. 14, Berlin-Heidelberg-New York, Springer-Verlag, 1974-75.

Sulle curve piane, algebriche, reali che presentano massimi d’inclusione, «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere», s. II, vol. LV, 1922, pp. 499-510.

Gruppi di massimi d’inclusione per curve piane algebriche, reali, d’ordine n, «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere», s. II, vol. LVI, 1932, pp. 841-849.

Studio algebrico-geometrico di una particolare equazione algebrica a radici tutte reale, «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere», s. II, vol. LXV, 1932, pp. 673-682.

Le matematiche nell’Enciclopedia Italiana, «Periodico di matematiche», s. IV, vol. XIII, 1933, pp. 611-616.

Una proprietà caratteristica dei fasci di curve di Klein-Lie. Scritti matematici offerti a Luigi Berzolari, Pavia, 1936, pp. 421-430.

Determinazioni dei fasci-schiere di curve algebriche piane, «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», s. II, vol. LXX, 1937, pp. 221-224.

Sul comportamento della hessiana in un caso semplice di singolarità straordinaria, «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», s. 5°, vol. LXXIV, 1940-41, pp. 317-324.

La caratterizzazione della curva di diramazione dei piani tripli, ottenuta mediante sistemi di curve pluritangenti, «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», s. 11°, vol. LXXX, 1947, pp. 151-160.

Sulla caratterizzazione della curva di diramazione dei piani quadrupli generali, «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», s. 11°, vol. LXXX, 1947, pp. 269-280.

Sopra un teorema di Liouville, «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», s. 14°, vol. LXXXIII, 1950, pp. 735-752.

Sopra il teorema di Reiss, «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere, classe di scienze matematiche e naturali», vol. LXXXIV, 1951, pp. 187-222.

Sulla geometria integrale: generalizzazione di formule di Crofton, Lebesgue e Santalò, «Revista de la unión matemática argentina y de la asociación física argentina», vol. XVII, 1951, pp. 125-134.

Luca Pacioli e la sua «Divina proportione», «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere- Accademia di scienze e lettere: A scienze matematiche e applicazioni», 1960, pp. 3-30.

Nuove formule di geometria integrale relative agli ovali, «Annali di matematica», s. IV, vol. LVIII, 1962, pp. 85-108.

Nuove formule di geometria integrale relative agli ovalidi, «Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere- Accademia di scienze e lettere: A scienze matematiche e applicazioni», 1962, pp. 666-685.

Antonio Francesco Frisi, Elogio storico di D.a Maria Gaetana Agnesi, Milano, 1965.

  1. Malcovati, Le donne nelle Accademie, in Atti del I convegno dell’Istituto lombardo e dell’Istituto veneto di scienze e lettere, 20-23 maggio 1954, Milano, 1957.
  2. Marchionna, Giuseppina Masotti Biggiogero, «Istituto lombardo- Accademia di scienze e lettere, Rendiconti, Parte generale e atti ufficiali», vol. 112, 1978, pp. 88-96 (con ritratto ed elenco delle pubblicazioni).
  3. Marchionna, Giuseppina Masotti Biggiogero, «Bollettino dell’unione matematica italiana», 5, 16-A, 1979, pp. 631-635 (con elenco delle pubblicazioni).
  4. Farina, a cura di, Dizionario biografico delle donne lombarde. 1568-1968, Milano, Baldini & Castaldi, 1995, pp. 166-168 (con elenco delle pubblicazioni e ritratto).
  5. Tibiletti Marchionna, Uno sguardo su matematica e matematici nell’Università degli studi di Milano dal 1924 al 1974, «Rendiconti del seminario matematico e fisico di Milano», vol. LXIX, 1999-2000, pp.  193-236 (in particolare 198,200), (con ritratto).
  6. Amerio, Indirizzi e sviluppi matematici nel Politecnico dal 1923 al 1973, «Rendiconti del seminario matematico e fisico di Milano», vol. LXIX, 1999-2000, pp. 185-192 (in particolare p. 188).
  7. Galbani, a cura di, Donne Politecniche. Atti del Convegno e catalogo della Mostra, Milano, 22 maggio 2000 , Milano, Libri Scheiwiller, 2001, pp. 183-184.

 

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