accadde…oggi: nel 1602 nasce Chiara Margherita Cozzolani

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Compositrice italiana, Chiara Cozzolani era una monaca Benedettina che ha vissuto la sua intera vita fra le mura del convento di Santa Radegonda, un monastero non lontano dal Duomo di Milano. Discendeva da una ricca famiglia milanese e ricevette la sua prima educazione musicale nell’ambito della famiglia dei Rognoni, che erano bravi e noti insegnanti strumentali e vocali nella città. Come sua sorella, la zia e i nipoti, Chiara Cozzolani prese i voti nel 1620 negli anni dell’adolescenza.

Le sue quattro pubblicazioni musicabili risalgono al periodo fra il 1640 e il 1650. Più tardi, fu nominata abbadessa del convento di S. Radegonda, e contribuì a guidare le monache nei bui periodi attorno al 1660 quando subì gli attacchi dall’arcivescovo Alfonso Litta, assai rigoroso nella sua volontà di limitare la pratica dei corsi di musica e dei contatti “irregolari” che le monache avevano con il mondo esterno. Cozzolani scompare dall’elenco delle monache del convento fra il 1676 e il 1678. La fama di Cozzolani e del suo convento sono richiamati con evidenza in un brano di un panegirico cittadino, scritto da letterati milanesi del gruppo Ateneo (Milano, 1670), e riportato da un contemporaneo, un certo Filippo Picinelli:

“I cantori di Santa Radegonda di Milano sono dotati ed hanno tali talenti rari e squisiti nella musica, tanto da essere riconosciuti come i cantanti migliori d’Italia. Portano le abitudini di Cassinese [l’ordine di] e di st. Benedetto, ma (sotto il loro vestito nero) sembrano all’ascoltatore poeti bianchi e melodiosi, che riempiono i cuori di meraviglia ed gli uomini di entusiasmo nel loro elogio. Fra queste sorelle, Donna Chiara Margarita Cozzolani merita il più alto elogio, Chiara [il nome religioso letteralmente significa “libero”] nel nome ma ancor più nel merito e Margarita [letteralmente “una perla”] per la insolita nobiltà ed eccellenza dell’invenzione musicale.”

Margherita Cozzolani era soltanto una fra la dozzina di musicisti che nel diciassettesimo secolo ha pubblicato la loro musica in Italia, ma i riconoscimenti artistici continui a lei ed alla cultura musicale della sua opera sono duraturi. Compositore completo, Cozzolani ha pubblicato parecchie collezioni di mottetti e di concerti. La sua musica era destinata rimanere nascosta fra le mura del convento, ma la bellezza delle sua opera richiamava folle enormi che si davano appuntamento nella chiesa del convento per sentire le voci angeliche dei cantori che hanno cantato la sua musica appassionata ed estatica. Fin dall’inizio dei suoi lavori, si nota uno sradicamento dallo stile del passato molto moderno relativamente ai suoi tempi. Quando il coro intero comincia a cantare, il suono sboccia con i sonorità che erano moderne e, persino oggi, sveglia l’orecchio ai nuovi suoni.

La musica è ricca di emozione, di colori ed i toni che sono sbalorditivi. Si potrebbe fare un confronto con Hildegarda di Bingen, ma soltanto nell’intensità della musica, dato che i due compositori sono stati separati da parecchi secoli, ma si può sentire chiaramente che la musica viene dallo stessa spiritualità dell’anima. Occasionalmente, il coro canta con espressioni sottili, simili allo stile madrigale. Altre volte, un solista prende la musica con un tono differente, e canta con un’aria con il coro accompagna. La sua raccolta di opere è molto ampia e in parte fu pubblicata sotto il titolo: Salmi un mottetto di concertati […] di voci dell’Otto et dialoghi un debito, Tre, Quattro, voci di e Cinque, (Venezia, 1650).

Fra i temi preferiti troviamo i Salmi con un insieme completo adatto per i Vesperi delle festività principali dell’anno secondo l’uso benedettino, che differisce dai non-monastici soprattutto per il numero ridotto di salmi: quattro anziché i cinque più comuni. La sua attività è impressionante: oltre che i sei Salmi di Vesperi (il pueri di Laudate compare in due edizioni differenti), la risposta ed i due Magnificat (interamente scritto per otto voci tranne il secondo pueri di Laudate), inoltre ricordiamo i nove mottetti non-liturgici per 1-5 voci.

I Vespri del periodo di Natale raccolgono ad esempio questi temi:

Contro/Responsus: Deus in adiuvandum dell’annuncio di adjutorium/Domine

Psalm: Dixit Dominus

salm: Tibi Domine di Confitebor

Psalm: Beatus vir Psalm:

Pueri di Laudate Magnificat

La caratteristica più evidente della struttura musicale di un salmo è la scrittura di concertato in tutte le voci, con tutte le sezioni equilibrate dagli assoli, dai duetti e da un insieme occasionale di bassi di tre o quattro alte voci. Tutti i Salmi dei Vesperi di Cozzolani richiedono 8 voci sole. Nella versione per uso del convento con sole voci femminili il tenore e le parti della spigola sono trasposti sull’ottava (secondo uso comune del convento).

Gli strumenti di continuo del basso sono necessari e in più sono inclusi gli strumenti bassi melodici (gambero della viola, violoncello, trombone, dulcian, ecc.) per raddoppiare la linea bassa di ogni coro all’ottava più bassa.

Interessante, in tema agostiniano, la sua trattazione musicale del simbolo del torchio mistico, ove il sangue di Cristo fluendo dalla pressa si sparge a purificare i fedeli.

 

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