Zero uno infinito, di Mario Fiorentini ed Ennio Peres, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Quattro mesi dopo averlo “incontrato” virtualmente per la prima volta

https://danielaedintorni.com/2018/07/31/i-primi-ventiquattro-cruciverba-piu-difficili-del-mondo-di-ennio-peres-iacobelli-editore-recensione-di-daniela-domenici/

torno a “trovare” Ennio Peres che insieme a Mario Fiorentini ha scritto questo saggio che vuole essere, come si legge in quarta, “uno strumento molto utile per studenti di scuola media oltre che per insegnanti interessati a integrare le loro lezioni e per genitori (illuminati) desiderosi di offrire uno stimolante doposcuola ai loro figli”.

Il mio amore per il meraviglioso gioco dei numeri che arricchiscono la mente e la fanno divertire mi ha portato a immergermi in questo libro che prende in esame, capitolo per capitolo, i numeri dall’1 al 10 per poi dedicarne un altro, l’undicesimo, ad alcuni numeri dagli autori definiti “spettacolari” e concludere la loro trattazione con quello, il più corposo e meno semplice, dedicato al concetto di infinito.

I due autori hanno poi inserito, a corredo di questa loro splendida disamina, un “glossariotto” con il quale intendono “rafforzare l’esposizione di alcuni temi citati…allo scopo di fornire al lettore la possibilità di apprendere alcuni concetti che potrebbero non conoscere (o aver dimenticato)le varie voci…sono elencate…secondo una progressione il più possibile propedeutica”.

Di ogni numero dall’1 al 10 gli autori ci danno prima delle considerazioni generali in cui ci raccontano la storia di ciascuno di loro sin dall’antichità; sapevate, per esempio, che il numero 2, come tutti i numeri pari, per i Greci era femminile mentre i dispari erano maschili? O che il 5 viene associato al matrimonio e alla vita perché è la somma del primo numero femminile pari, il 2, e del primo maschile dispari, il 3? E a conclusione di ogni capitolo ci propongono uno o più giochi con quel numero per stupire amiche e amici perché la matematica, grazie a loro, non sia più considerata una materia ostica e arida.

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