senza perché, di Adele Libero

Andasti via da solo, figlio mio,
neppure una valigia scalcinata,
le cose tue son qui, nel tuo cassetto,
tutta una vita persa in discoteca.

T’aspettavo la notte con indosso
l’ansia ben nota di noi genitori,
dormivo niente fino alla mattina,
quando infine a casa ritornavi.

Ora il destino s’è mangiato il cuore,
e mi ha portato alle tue mani spente,
silente e muto resta il mio dolore
pur se sta urlando immenso nella mente.

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