sottomesse per volere di un Dio, di Ester Rizzo

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I testi sacri delle tre religioni monoteiste, cristianesimo, ebraismo ed islamismo, mostrano pagine di esplicito maschilismo. Non sono le uniche però, anche altre religioni opprimono e vessano il genere femminile al quale riservano il compito di sostenere e valorizzare l’uomo.

Sia in Oriente che in Occidente l’interpretazione del mondo di Dio, in qualsiasi modo  venga invocato,  riflette  dogmi e rivelazioni che trasmettono idee di violenza, proibizioni e divieti nei confronti delle donne.

Le cosiddette “scritture sacre” sono rimaste arcaiche e congelate nei millenni. Quasi tutte le confessioni religiose seguono il principio e l’esclusione femminile dal ruolo attivo nelle celebrazioni e nei riti. Ci si giustifica dicendo che così è stabilito dalla stessa volontà di Dio.  Sorge un dubbio legittimo: perché un Dio che dovrebbe essere giusto e misericordioso e la sua parola espressione di pace e di uguaglianza, dovrebbe avere  intermediari solo uomini talvolta dominatori e violenti (come nei fondamentalismi)  spesso fortemente misogini?

Siamo comunque all’alba di una nuova visione religiosa paritaria se iniziamo a soffermarci su alcuni primati in questo campo. Anche se, fino a qualche tempo fa, il termine rabbina indicava solo la moglie del rabbino, oggi così si chiamano le prime donne ad essere ordinate. Regina Jonas, nata a Berlino fu, il 27 dicembre del 1935, la prima ad essere ordinata rabbina dopo aver ricevuto molti rifiuti proprio per il suo essere  donna. Durante il nazismo  fu obbligata ai lavori forzati,  i suoi beni vennero confiscati e  fu deportata. Fu uccisa ad Auschwitz nel 1944.

In Italia la prima donna rabbina si chiama Barbara Aiello, ordinata nel 1999 ha officiato per la prima volta a Milano. È nata a Pittsburgh, negli USA, da una famiglia ebrea calabrese emigrata negli anni Venti.

Chava Koster è stata la prima rabbina in Svezia, Alina Treiger la prima in Germania dal dopoguerra, e Pauline Bebe la prima in Francia. In un’intervista così racconta Pauline: “Sono cresciuta in una famiglia dove vigeva l’uguaglianza. I miei genitori hanno cercato un luogo dove avrei potuto studiare l’ebraismo e dove non ci fossero troppe differenze tra ragazze e ragazzi […] l’unica sinagoga liberale a Parigi era la sinagoga di rue Copernic. […] Ricordiamo che l’ebraismo liberale è apparso tra la fine del XVIII sec. ed i primi del XIX e fin dall’inizio ha affermato l’uguaglianza tra uomini e donne. Ho cominciato a studiare a nove anni, quando si è trattato di scegliere ciò che avrei fatto come mestiere … mi sono detta che volevo tentare di diventare rabbino, il mio percorso è stato disseminato da insidie […]  in Francia non c’era mai stata una donna rabbino, quando ho assunto il mio incarico, pochi dei miei colleghi erano liberali e anche tra i liberali ve ne erano alcuni contrari al rabbinato femminile”.

Ricordiamo che ancora oggi il giudaismo ortodosso vieta alle donne di diventare rabbine mentre quello riformato le accetta. Nel 2015 Ruth Dureghello è diventata la prima donna alla guida della comunità ebraica di Roma.

Maria Vittoria Longhitano, siciliana, originaria di Enna, è la prima donna italiana, nel 2010, ad essere ordinata diacona e in seguito presbitera dalla Chiesa Episcopale nel nostro Paese.

Giovanna Scicolone è stata la prima donna pastora valdese in Italia, consacrata nel 1967, mentre Margot Käßmann è stata, nel 2009, la prima donna a diventare vescova della Chiesa protestante di Hannover e presidente del Consiglio protestante tedesco, trovandosi così alla guida spirituale di venticinque milioni di cittadini e cittadine protestanti. Nel 2013 Antje Jackelén è diventata la prima donna arcivescova della chiesa protestante svedese e sempre nello stesso anno Pat Storey è diventata la prima vescova anglicana d’Irlanda e del Regno Unito.

Nel 2014 Libby Lane è stata la prima vescova della Chiesa anglicana d’Inghilterra, mentre nel 2015 Rachel Treweek è stata la prima vescova  a sedere nella Camera dei Lords sui banchi riservati ai vescovi e la prima a guidare una diocesi, quella di Gloucester.

Un altro primato è quello di Amal Soliman che nel 2008 è stata la prima donna ad  officiare  matrimoni musulmani, diventando così la prima mazouna.  Non sono tardate le sdegnate reazioni  dell’Islam radicale, anche se gli esperti coranici più aperti hanno accolto questo incarico come una grande opportunità per le donne e per il mondo arabo. Amal ha dichiarato che una donna mazouna è utile per riconoscere e contrastare i tanti matrimoni forzati.

Amina Wadud è la prima donna ad aver guidato come imam una preghiera collettiva mista a New York nel 2005. Nel suo sermone ha detto: “Mentre il Corano pone uomini e donne sullo stesso piano, gli uomini hanno distorto i suoi insegnamenti per lasciare alle donne l’unico ruolo di partner sessuale”.

Suor Mary Melone ha molteplici primati. È stata la prima docente con incarico stabile presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum, la prima ad assumere l’incarico di decana, che equivale al titolo di preside e, nel 2014 e la prima a ricoprire l’incarico di rettora della stessa università.

 

 

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