Regine allo specchio, al Teatro Garage, recensione di Daniela Domenici

foto di Francesca D’Aloisio Pesce

Quattro straordinarie prime donne mi hanno “accolto” ieri sera per la mia prima volta al Teatro Garage come recensora e hanno regalato emozioni ininterrotte al numeroso pubblico presente che è rimasto come la sottoscritta, ne sono sicura, in un’apnea emotiva per tutto lo spettacolo.

Emanuela Rolla, Susanna Gozzetti, Ilaria Marano e Cristina Pasino sono le “Regine allo specchio” il cui testo è nato da un’attenta ricostruzione storica e letteraria fatta da Emanuela Rolla, Susanna Gozzetti e Silvia Biancalana; Emanuela Rolla ne è anche la regista oltre che una delle magistrali interpreti. Tutto lo spettacolo si gioca sul dualismo: le regine si trasformano in dame e viceversa in un ribaltamento continuo dei loro ruoli reso visivamente anche con l’aiuto degli splendidi costumi e della scenografia minimal, essenziale ma perfettamente ad hoc. Lo specchio del titolo è un filtro continuo tra la ragione e il sentimento, tra il presente e il passato, tra la verità e l’apparenza di queste due grandi della storia. I dialoghi sono poetici e razionali allo stesso tempo, intrisi di dolore e di rabbia, di incertezze e di affermazioni di potere, di affettuosa solidarietà e di iroso antagonismo, un perfetto mix che emoziona e commuove, una struggente lotta tra due regine che sono, soprattutto, due donne.

Emanuela Rolla è la regina Elisabetta da adulta e Cristina Pasino lo è da giovane, Susanna Gozzetti è la regina Maria Stuarda, sua cugina, e Ilaria Marano è Maria da giovane ma ognuna di loro si trasforma anche in dama di compagnia: superlativamente brave tutte e quattro in ogni ruolo.

 

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