Adorabili versi a quattro mani, silloge poetica de I Dioscuri, recensione di Daniela Domenici

Sotto questo nome, che ci ricorda una coppia di celebri gemelli della mitologia greca, Castore e Polluce, figli di Zeus e Leda, si celano una poetessa e un poeta siciliana/o, quindi della Magna Grecia, Lia Lo Bue e Francescoo Setticasi, che hanno dato vita a questa “adorabile” silloge poetica “a quattro mani”, appunto con prefazione di Giusi Carreca e postfazione di Angelo Campanella.

La perfetta empatia “gemellare” che lega Lo Bue e Setticasi si respira sin dalla dedica iniziale, che un lui scrive a una lei e che fa da perfetto pendant con quella finale, a conclusione delle cinquantuno liriche, che lei compone per lui.

Le liriche sono suddivise in sei capitoli di lunghezza non omogenea, eccone i titoli: preludi, sogni e amori, interludi, poesie d’impegno, dolori comuni e quel che resta del cuore. Gli ultimi due sono i più corposi essendo composti da tredici liriche ciascuno.

Ci sono vari elementi che fanno da fil rouge a questa splendida silloge, il primo è strettamente metrico: tutte le liriche sono in verso libero, senza alcuna rima, ma talvolta con ripetizioni volute, come, per esempio, nella seconda e nella terza del primo capitolo “preludi”, “siamo scogli gemelli” “e abbiamo un sogno”, che vogliono sottolineare il concetto. Magiche la quinta e la sesta dedicate alle parole che vengono splendidamente personificate.

Un’altra caratteristica comune è l’uso frequente e perfetto delle sinestesie, delle assonanze e delle allitterazioni nonché degli enjambement che vestono di musica e colore i versi: superlativamente bravi i nostri Dioscuri.

Le quattro liriche di “interludi” echeggiano di vite vissute, di ricordi antichi mentre nelle tre di “poesie d’impegno” sembrano emergere tematiche molto attuali: le persone migranti, la mafia e i femminicidi.

La cifra distintiva dei due capitoli finali è la struggente malinconia, la condivisione del dolore, il rimpianto ma la lirica conclusiva regala una nota di speranza “nell’orrore del vuoto/zampilla/luce improvvisa /l’amore per la vita/di cui siamo/radice”.

Complimenti di vero cuore a Lo Bue e Setticasi per questo gioiello poetico.

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