pensa prima di parlare, conosci prima di denigrare, di Loredana De Vita

Think Before Speaking, Know Before Denigrating

Che senso ha giudicare senza conoscere? Molti dicono: non ne so nulla, ma lo odio.

È questa la lezione che abbiamo appreso e quella che stiamo insegnando? Poiché, vedete, se è questo l’insegnamento che abbiamo ricevuto e che stiamo offrendo, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro apprendimento e nell’insegnamento in se stesso.

Il nostro senso comune si è spesso trasformato in una semplificazione e standardizzazione del senso. Esso non ha più nulla del sentimento di comunità  cui in origine ci si riferiva quando si usava la parola comune,  ma è degenerato nell’abisso di quelle cose cui ci siamo abituati senza conferire loro la giusta proporzione del significato che hanno generato o che potrebbero generare.

Questa è una condizione molto pericolosa delle nostre società moderne dove tutti vogliono dire qualcosa sebbene non sappiano che cosa dire. Cioè, non è importante il contenuto del parlare ma il parlare in se stesso, l’esibizione delle parole che diventano una specie di spettacolo di se stessi e di ciò che si considera l’emblema del proprio essere. Apparire è davvero il segno del nostro essere?

Questo è un tema difficile da discutere, ma anche uno che dovremmo affrontare una volta per tutte allo scopo di cambiare la superficialità di qualsiasi relazione in un confronto più profondo e più arricchente.

Credo che il bisogno di esibirsi sia diventato la denuncia di quella solitudine interiore alla quale non molti sono capaci di dare un significato e un’occasione per stabilire relazioni più positive e meno edulcorate da un’insincera adulazione.

Più si ha il bisogno di esibire la propria immagine, più si è soli e senza risorse. Se, per esibire noi stessi parliamo di cose che non conosciamo o le denigriamo allo scopo di proteggere la nostra presunta visibilità dal rischio di riconoscere la nullità e la pochezza di coloro che sanno vedere e ascoltare solo se stessi, stiamo dando agli altri e a noi stessi un’immagine ingannevole di ciò che siamo rendendoci schiavi di un potere che ci sovrasta e che non ha cura di ciò che siamo davvero.

Stiamo abbracciando le nostre bugie come se fossero la verità, la menzogna diviene il succo della nostra vita. Una visione insana, un progetto insano, un caos vuoto senza via di uscita.

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