Il commediante trasformato, di Stefan Zweig, traduzione di Claudia Ciardi, Via del Vento edizioni, recensione di Daniela Domenici

Stefan Zweig

Un altro delizioso libriccino-gioiello della casa editrice pistoiese Via del Vento splendidamente curato, ancora una volta, e tradotto da Claudia Ciardi questo atto unico, fino a oggi inedito, dello scrittore austriaco Stefan Zweig, nato nel 1881 e morto suicida nel 1942 in Brasile durante il carnevale.

In breve la sinossi con le parole della traduttrice-curatrice “il protagonista (un attore teatrale, NdR) muove dalle soglie di una timidezza remissiva alla piena conquista del proprio ruolo. Sul palcoscenico s’innesca una catarsi ambigua e sconvolgente…ed è in tale doppiezza…che nasce l’inquietudine della verità”. Cinque i personaggi, tre dei quali sono i veri protagonisti, di questo atto unico che ha luogo nella stanza di un castello, sono la contessa, il cavaliere e il commediante, gli altri due sono una damigella e il principe.

Ci sono, in quest’opera, echi di “Romeo e Giulietta” di Shakespeare ma, soprattutto, delle tematiche di Pirandello; ecco alcuni passaggi delle parole del Commediante che ne risuonano “non uno ma cento come lei farò vivere in un’ora. Ma la sua maschera è talmente troppo insipida e stolida che ho il mio bel daffare” e ancora “…noi tutti recitiamo nel grande spettacolo del mondo, passiamo con le nostre maschere variopinte, ridiamo, diciamo bugie e a malapena sappiamo se ci siamo riusciti…”.

Molto poetiche le parole finali del Commediante che prende congedo dalla contessa alla quale dà appuntamento per la stessa sera per una nuova recita “…sentirà la mia anima tra questi sogni e sarà mia, ascoltandomi senza nulla dare in cambio. Perché il donare più profondo non esige più parole, è solo sentimento ed esaltazione”.

 

Annunci