intellettuali, di Loredana De Vita

Intellectuals

Non mi definisco una intellettuale tranne che ciascuno riesca a definire anche se stesso come un intellettuale. Voglio spiegare quest’affermazione che potrebbe apparire in contraddizione con quello che faccio, cioè scrivere saggi, romanzi, e un blog.

Chi è un intellettuale oggi? Un intellettuale è chiunque usa il proprio intelletto per tradurre il proprio ruolo nella vita in qualcosa che possa essere significativo, qualsiasi la funzione, il lavoro, gli ideali. Questo vuol dire che come io uso il mio intelletto nello scrivere, altri possono usare il proprio nella vita quotidiana nel modo che gli sia più congeniale. Ciò che cambia tra me e gli altri è il modo in cui si impiegano la mente e le azioni per dare un significato al proprio vivere.

Quando dico che un intellettuale DEVE avere un ruolo nel cambiare la condizione attuale di una società, non sto dicendo che solo i letterati o gli artisti, ma che ogni persona, secondo la parte che ciascuno esplica nella propria parte di mondo, dovrebbe essere responsabile di ciò che sta facendo.

Usare il proprio intelletto, la propria mente, la propria intelligenza in favore della vita e non contro di essa, questo è il ruolo di un intellettuale post post moderno, cioè non chiudere il proprio intelletto nella prigione della nullità o seguire la corrente senza lottare contro le onde sfavorevoli.

Ciascuno può e dovrebbe usare la propria mente per scrivere un mondo migliore nel quale ogni persona possa trovare il proprio posto e la propria voce senza combattersi l’un l’altro per conquistare quel tipo di potere di cui non abbiamo bisogno davvero. Non abbiamo bisogno del potere degli oppressori, ma di quello che ci dà la capacità di usare la nostra mente e le nostre idee per aiutare l’un l’altro a vivere e a essere sereni.

Talvolta ascoltiamo qualcuno che dice che la cultura è inutile, nulla di più falso di questo, ma cultura non è lasciare che l’altro ci stereotipi affinché gli si offra il proprio consenso; cultura è scoprire l’esistenza di nuovi percorsi e di un modo nuovo per dare all’umanità una possibilità di determinare lo stile di vita che si può scegliere pacificamente. Cultura è accettare ogni differenza per accrescere la propria comprensione e conoscenza della vita e del suo reale significato.

Ciò che temo è che molti abbiano perso fiducia nel proprio intelletto e nella propria capacità di scegliere. Ciò che suggerisco è di restituire all’intelletto la sua funzione di base che è capire, discernere, scegliere.

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