accadde…oggi: nel 1914 nasce Bianca Bianchi, una delle 21 Donne della Costituente, di Ester Rizzo

“Scomoda”, onesta e ribelle

Era iscritta al Partito Socialista Italiano quando le donne ottennero il diritto di voto. In un primo momento si decise che Bianca poteva essere capolista nel collegio di Firenze ma molti iniziarono a mugugnare: “Una donna? Una trentenne inesperta? Meglio di no”. E così al suo posto venne messo capolista Sandro Pertini. Così scrive Grazia Gotti : “Bianca si sente usata, sa di essere considerata solo un pretesto per parlare alle donne, per avere il loro voto. Ma non si dà per vinta e si mette a lavorare per la campagna elettorale. Saranno più di cento i comizi attraverso i quali può farsi conoscere, tra Firenze e Pistoia”.

Bianca, alla fine si prenderà una gran bella soddisfazione: sarà eletta con 15.000 preferenze, esattamente il doppio dei voti di Sandro Pertini!

Bianca Bianchi era nata a Vicchio, in provincia di Firenze, il 31 luglio del 1914. Dopo il diploma magistrale si era laureata in Pedagogia e Filosofia e nel 1939 intraprese la professione di insegnante. Insegnò a Genova e poi a Cremona ma il suo metodo di insegnamento non era gradito ai suoi superiori. Bianca, infatti, parlava con gli studenti e le studentesse della cultura e della civiltà ebraica che erano invece state escluse dal programma didattico. Venne così licenziata e si recherà in Bulgaria. Ritornerà in Italia, a Firenze nel 1942, partecipando, come staffetta, alle azioni partigiane. Tramite il rifornimento di armi e munizioni salvò numerosi soldati alleati.

Quando venne eletta all’Assemblea Costituente si occupò dei problemi della scuola ed in seguito, eletta nel collegio della Sicilia orientale, si dedicò ai problemi dei bambini nel Mezzogiorno.

Anche lei, come altre Madri Costituenti, si impegnò sulla legge per cancellare la sigla N.N. sui documenti anagrafici dei bambini illegittimi e per tutelare i loro diritti.

Ma, su questo argomento, Bianca era sempre osteggiata sia dagli avversari politici che dai suoi stessi colleghi di partito. Alla fine di un suo intervento in Parlamento venne aggredita verbalmente, le rimproveravano la superbia di volersi occupare di un problema giuridico senza aver studiato legge, la offesero, le gridarono parole ingiuriose. Bianca non demorse e per otto mesi, come lei stessa afferma in un’intervista, “iniziai  a visitare brefotrofi, centri di assistenza, provai vergogna, dolore e umiliazione…ma arrivai a formulare la mia proposta di legge”.

Bianca Bianchini lasciò il Parlamento nel 1953 e iniziò a scrivere per “La Nazione”, occupandosi dei disagi in cui versava la scuola italiana. Nel 1970 venne eletta vice sindaca di Firenze e assessora alle Questioni legali e Affari generali. Alla fine del mandato non si ricandidò preferendo dedicarsi agli studi e alla scrittura.

Nel 1999, un anno prima della sua morte, la intervistarono e le chiesero come era ai tempi della sua elezione, la vita da deputate. Questa la sua risposta: ”Non certo come oggi. Ricordo che durante un comizio, nel 46, un bambino mandato da un imprenditore del luogo mi regalò un paio di sandali bianchi. Li portai per tutta l’estate a Montecitorio perché non ne avevo altri…c’erano dei privilegi, come lo scompartimento riservato di prima classe in treno. Mi vergognavo di questo, soprattutto quando vedevo la gente accalcarsi nei corridoi con le valige di cartone legate con lo spago e allora la facevo entrare…la corruzione è cominciata ai primi degli anni Cinquanta. C’erano già l’ingaggio, il premio, tu dai una cosa a me, io dò una cosa a te. Sapevo persino dove venivano consegnate le bustarelle: a Montecitorio, nell’anticamera dei gabinetti per gli uomini”.

Sempre in quell’intervista le fu chiesto: ”E quando c’è stata Tangentopoli cosa ha pensato?”

La sua risposta: ”Che non era una novità. Conoscevo tutto da tempo e nel 72, ad un Congresso del Partito ne parlai in pubblico e venni applaudita dalla platea. Ma il segretario Orlandi  mi mandò un biglietto nel quale era scritto “Bianca, ora basta”. Sapevo che un giorno o l’altro mi avrebbero espulsa, allora me ne andai via per prima”.

Ci viene spontaneo pensare, che Bianca Bianchi, come altre Madri, era “scomoda”, onesta e ribelle…meglio stendere un velo di oblio sul loro ricordo e far finta non fossero mai esistite!

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